Premi a tema giapponese a Menu for Hope V

scritto da tafia il 22/12/2008,22/12/2008 21:57
All'ultimo momento, vi segnalo un'occasione per fare una buona azione natalizia e allo stesso tempo tentare la fortuna per vincere un premio che potrebbe far gola a molti amanti del Giappone e della sua cucina.

Si tratta della blog-lotteria internazionale Menu for Hope.
Per spiegarvi di cosa si tratta, lascio la parola a Elena di Comida de Mama, che ha gentilmente tradotto le modalità di partecipazione:

Menu for Hope nei suoi cinque anni è una lotteria online dove fooodbloggers provenienti da tutte le parti del mondo donano premi.
Oggi è la tua occasione, per 10USD (dollari americani) tu puoi concorrere a vincere questi premi.Il premio verrà recapitato gratuitamente in tutto il mondo.  E potrai avere l'opportunità di aiutare chi soffre la fame giorno dopo giorno.

Noi nutriamo i bambini, li teniamo a scuola e supportiamo le loro famiglie e le comunità di coltivatori. L'approccio di aiuto sostenibile è qualcosa in cui crediamo e supportiamo con tutte le nostre forze.
Hai tempo fino al 24 dicembre per acquistare i tuoi biglietti. Devi solo andare sul sito First Giving Menu For Hope
Se vivete in Europa o UK contattate Sara sara.rosso@gmail.com
Qui trovate la lista dei bellissimi regali disponibili in Europa
e seguire le istruzioni.

Donation Instructions:
1. Scegliete uno o più premi a vostra scelta dal sito di Chez Pim (per vederli tutti, molti vengono spediti in tutto il mondo) oppure guardare la sezione Europa-UK Choose a prize or prizes of your choice from our Menu for Hope at chez pim
2. Andate sul sito First giving e fate la donazione.
3. Ogni 10$ corrispondono ad un biglietto della lotteria che verrà puntato su uno dei regali a vostra scelta. Specificate quale premio volete nella sezione ‘Personal Message’ nella donation form quando confermate la vostra donazione. Dovete scrivere quanti biglietti per prezzo, usando il codice esatto.
Per esempio, una donazione di $50 potrebbe essere 2 biglietti per EU01 e 3 biglietti per EU02. Scrivete 2xEU01, 3xEU02.
4. Se la vostra azienda favorisce e sostiene la vostra donazione segnalate nell'apposito box inserendo i dati.
5. Per favore consentiteci di vedere il vostro indirizzo email così vi possiamo contattate in caso di vincita. Il Vostro indirizzo email non verrà fatto conoscere a nessuno.


I premi a tema giapponese sono offerti da Maki, autrice di due interessanti blog in inglese sulla cucina giapponese e sulla preparazione di bento: Just Hungry e Just Bento.
Il primo offre il premio con il codice EU01: un pacco del valore di 50 GBP targato Japan Centre, colmo di generi alimentari giapponesi.
Il secondo offre il premio con il codice EU03: un buono di $50 da spendere sul sito J-List e tre libri sui bento.
Trovate maggiori dettagli sui rispettivi siti.

Non perdete l'occasione di far nascere dalla vostra passione un gesto generoso!
Mi raccomando, fate in fretta, avete tempo solo fino alla vigilia...

Caro Santa-san 2008...

scritto da tafia il 17/12/2008,17/12/2008 15:27
Un po' in ritardo, torna anche quest'anno il consueto appuntamento con i consigli per chi vuole regalare (o, perché no, regalarsi) un libro in tema Giappone e dintorni.

Per il/la cugino/a, nipote delle medie, che ha una nuova passione: i manga.
comefumetto



Come un fumetto giapponese,
Gianfranco Liori

Una storia godibile e avventurosa quanto basta, raccontata in prima persona da un protagonista in cui potranno immedesimarsi. Può tornare utile anche come spunto per il tema in classe: "Racconta cos'hai letto durante le vacanze di Natale". 







Per un'amica maestra, educatrice o semplicemente mamma.

tottochan


Totto-chan, la bambina alla finestra, Kuroyanagi Tetsuko

In questo periodo in cui si fa tanto parlare di sistema scolastico, la storia di una bambina vivace e della sua scuola sul vagone di un treno, che sembra uscita da un sogno e invece è esistita davvero. Finché non arrivò la guerra...







Per gli amanti della buona letteratura contemporanea.

afterdark



After dark, Murakami Haruki

Non l'ho ancora letto (aspetto che Santa-san me lo porti). Ma l'autore è una garanzia. E l'ambientazione nella Tokyo notturna fa ben sperare.










Per l'amico/a che soffre il "mal di Giappone" e sa che il Giappone non lo sanno raccontare bene soltanto i Giapponesi.




Né di Eva né di Adamo, Amélie Nothomb

Ho già detto tutto qui. Ma è un titolo che vale la pena riproporre, non si sa mai vi sia sfuggito.

Obama for Obama

scritto da tafia il 05/11/2008,05/11/2008 21:41
Non immaginavo che avrei avuto un pretesto per festeggiare la vittoria del nuovo presidente USA Obama su un blog come il mio, dedicato al Giappone.
Invece mi sbagliavo.
Provate a digitare OBAMA con il programma di scrittura giapponese. Il risultato in kanji è 小浜, "piccola spiaggia", che è il nome di una cittadina portuale della prefettura di Fukui.
Cittadina che non ha ignorato la curiosa coincidenza, anzi, l'ha trovata un motivo sufficiente per decidere di tifare per il candidato omonimo, sperando di attirare così attenzione e turisti e restituire prosperità alla zona.
E' nato addirittura un vero e proprio comitato di sostenitori, con tanto di blog e gadget a tema.
Alla notizia dell'elezione, la città ha quindi festeggiato, dedicando al lontano omonimo balletti in stile hawaiano, in onore delle sue origini.
La notizia ha trovato spazio anche nei media italiani, insieme a quella sicuramente meno simpatica della preoccupazione, da parte del comitato olimpico giapponese, che la vittoria di Obama possa favorire la natia Chicago rispetto a Tokyo come candidata per le Olimpiadi 2016.

Chissà, magari ne nascerà un gemellaggio Washington-Obama!

Kirakira blog!

scritto da tafia il 05/08/2008,05/08/2008 14:23


Lo segnalo con molto ritardo, ma non perché non l'abbia apprezzato, anzi!
Masshimo Masshimo, amante come me della cultura e della lingua giapponese e autore di un blog sempre ricco di notizie interessanti e considerazioni mai banali, mi ha sorpreso assegnandomi uno di quei blog-premi che ultimamente si aggirano per la rete.
Nello specifico, il Brillante Weblog, che in teoria "viene assegnato a siti e blog che risaltano per la loro brillantezza sia nei temi che nel design con lo scopo di promuoverli tutti nella blogosfera mondiale".
Ringrazio Massimo (a sua volta meritatissimo vincitore del premio) per apprezzare quello che scrivo ed essersi ricordato di me in questa occasione.
Ora tocca a me scegliere altri 7 blog (nel mio caso a tema nipponico) che a mio parere valgono l'aggettivo brillante.
Lo faccio volentieri perché di meritevoli ce ne sono davvero molti.
Nicola in Giappone
perché la Lonely Planet se la sogna una guida così sul Giappone!
Il Sol Levante ed Io
perché lo sento molto affine allo spirito del mio blog
Bunny Chan Monogatari
perché ha sempre qualcosa di interessante da raccontare, siano aneddoti sul Giappone o di vita vissuta
News dal Giappone
perché è una finestra sempre aggiornata su cosa succede nel Sol Levante (un complimento all'autrice, non è facile gestire un blog simile con tale costanza)
Questo piccolo grande banzai!
perché è ricco di nippocuriosità e informazioni, scritte da Lana, una ragazza giapponese che abita in Italia
Jappone Blog
per il suo punto di vista, mai banale, di Italiano che vive e lavora da anni in Giappone
Zen and the City
per l'idea originale di dedicare un blog alle due metropoli per eccellenza di oriente e occidente: Tokyo e New York.
categoria:
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Appunti nippoculinari (per Nathan & La Francese)

scritto da tafia il 17/07/2008,17/07/2008 18:28
Questo post è per augurare buon viaggio a una simpatica coppia di bloggers che sta per partire per il Sol Levante nel modo migliore: da viaggiatori fai-da-te no Alpitour!
Hanno preparato un itinerario completo ma non da tour-de-force e hanno iniziato il loro viaggio ancora prima della partenza, attraverso i libri.
Avevo promesso loro un post nippoculinario, che purtroppo non ho avuto il tempo di preparare come avrei voluto. Ma loro ci hanno pensato da soli e grazie all'aiuto di altri amici di blog hanno già ben chiare in mente un bel po' di cosucce che vorrebbero assaggiare e anche dove trovarle!
Quindi aggiungo solo un po' di suggerimenti random, sperando vi tornino utili.

Lunch @ Wako (Tonkatsu)
Tonkatsu

Non è una parolaccia. E' una specie di cotoletta (anche se l'impanatura è leggermente diversa) di maiale, solitamente servita con del cavolo cappuccio crudo tagliato sottile e insaporita da una densa salsa dolciastra.
La mia host family mi portava spesso a mangiarlo in questo locale al 1F (cioè il nostro piano terra) della Landmark Tower del quartiere Minato Mirai di Yokohama.
Particolare positivo: l'okawari (il bis, ma anche il tris... insomma, un'ulteriore porzione) di riso e cavolo è gratis, finché siete sazi.
(il tonkatsu della foto è proprio della catena Wako di cui sopra)

ramen & gyoza
Ramen
L'avete già inserito nella lista, ma ho un consiglio. Almeno una volta, andate a mangiarlo da Ippudo a Ginza: è lungo la strada principale che incrocia quella del teatro Kabuki-za (così vedete pure quello). Potete scegliere tra un brodo più grasso (akamaru, servito in ciotole rosse) e uno meno grasso (shiromaru, in ciotole bianche). Andateci affamati, così potete assaggiare anche gli hitokuchigyoza (bocconcini di gyoza) e ordinare il kaedama, cioè il bis di noodles per gustarsi tutto il brodo fino in fondo.
Finora, il miglior ramen che abbia mai mangiato in vita mia.
(Foto mia: ovviamente io ho scelto il brodo più grasso...)

Kare raisu
Ovvero, curry rice. Anche se non di origine propriamente giapponese, è un piatto comunissimo nella cucina quotidiana delle famiglie nipponiche e ci sono molte catene di piccoli ristoranti che lo servono per pochi yen、come questa (facilmente riconoscibile dalla sigla CoCo). Esiste in versione base (riso + curry solitamente con carne) oppure in versione vegetariana o con aggiunte varie (crocchette, tonkatsu, pesce, ecc.)
Io ne vado matta. Se vi piace, lo potrete facilmente preparare anche a casa, una volta tornati in Italia (in molti Asian Shop si trovano i dadi giapponesi per il curry o addirittura le buste già pronte).

nikuman

Chukaman (o nikuman)
Ok, non è cucina giapponese, bensì cinese. Ma se passate per la China Town di Yokohama avete il dovere morale di assaggiare uno di quei ravioloni ripieni cicciotti che vi vendono per strada.

Bene, ora mi è venuta l'acquolina in bocca, quindi... andate e mangiate anche per me!
Itterasshai... buon viaggio!

44 neko

scritto da tafia il 25/06/2008,25/06/2008 18:24
Il caldo non favorisce certo la produzione di post dai contenuti profondi e dopo l'ultimo c'è bisogno di alleggerire l'atmosfera diventata un po' pesante.
Quindi, per distrarvi dall'afa se siete in Italia e dalle piogge se siete in Giappone, vi lascio questo simpatico video con la versione giapponese di "44 gatti".

Ringrazio il blog "Questo piccolo grande BANZAI" per avermelo fatto ricordare, dopo averlo scoperto per caso qualche mese fa!
E adesso... vai col karaoke!

Post non previsto, che avrei preferito non scrivere.

scritto da tafia il 04/06/2008,04/06/2008 08:47
Superata la tentazione di cancellare il commento e far finta di niente, ho deciso che poteva essere materia per un post e una riflessione sul mio lavoro.
In un commento totalmente fuori contesto, un anonimo ha usato come presunta "prova" a mio discredito una richiesta di aiuto (a proposito di un'espressione giapponese di cui non coglievo il senso) scritta su un forum di traduttori verso la fine del 2006.
Accusandomi inoltre di scarsa umiltà.
Sorvolando sul fatto che le critiche anonime lasciano il tempo che trovano e non si sa a quale titolo qualcuno si permetta di criticare senza metterci la faccia.
Sorvolando sul fatto che mi chiedo quale ampia disponibilità di tempo libero porti qualcuno al punto di sprecarlo andando alla ricerca di informazioni su di me e tentando di screditare pubblicamente il mio lavoro.
Quello che mi rende perplessa è: perché l'aver chiesto consulenza per un'espressione all'interno di una frase dovrebbe mettere in dubbio la mia professionalità?
Se così fosse, l'intero forum di traduttori non avrebbe senso di esistere. Eppure si tratta di un forum di professionisti.
Il traduttore ha forse il dovere di essere onnisciente e infallibile?
Tranne le fortunate persone che crescono imparando due lingue a livello di madrelingua, nessun traduttore può conoscere al 100% la lingua dalla quale traduce. E' impensabile, una lingua straniera non te la infili nel cervello in modalità "pacchetto completo". Una lingua straniera è qualcosa di vivo, che cambia, si modifica, si trasforma, si evolve. La traduzione, specie se non tecnica, non è un'equazione matematica. Oltre alla lingua viva, entrano in gioco vari fattori, come il tempo a disposizione e non ultima l'umanità del traduttore, che -udite, udite- può eccezionalmente essere stanco, distratto, sconcentrato, agitato. Una frase che un giorno sembra ostica, se riletta il giorno dopo, può apparire più chiara.
Come succede in qualunque professione, il traduttore cresce e migliora con il tempo, lo studio e l'esperienza. Io sono giovane, lavoro da circa tre anni e nessuno nasce imparato: se traducessi ora cose che ho tradotto agli inizi, le tradurrei in modo migliore, in metà tempo, magari evitando qualche errore che posso aver fatto... e sicuramente, tra qualche anno, riuscirei a tradurre più velocemente quello che sto traducendo ora.
Quindi, sappiatelo: ai traduttori capita di non capire qualcosa. Quando succede, le soluzioni sono diverse. Ci si può documentare e scervellare fino alla comprensione. Nel caso nemmeno questo funzioni, si può chiedere un suggerimento o l'esatta traduzione a qualcuno di più competente o consultare un madrelingua (cosa che di solito faccio io, chiedendo una spiegazione in giapponese e poi traducendo di mio pugno) o si può inventare cercando di scrivere qualcosa di attinente al contesto.
Quale soluzione trovate più professionale? Chiedere aiuto per poter consegnare un lavoro il più corretto possibile o improvvisare sperando di averci azzeccato?
Chiedere non è forse anche segno di umiltà?
Non credo di aver mai dichiarato, in questa o altre sedi, di essere infallibile o migliore di altri. Non mi credo "arrivata", anzi, continuo a studiare chiedendomi se un giorno potrò mettermi alla prova con la traduzione di un libro...
Se ho parlato del mio lavoro, l'ho fatto per condividere degli aneddoti con chi mi legge. O per condividere l'incredulità che ancora mi provoca, a volte, vedere il mio nome scritto sulle ultime pagine di un fumetto. Ecco, forse quando smetterò di stupirmene, quando lo prenderò per scontato e dovuto, allora avrò perso l'umiltà.
Non so chi sei, anonimo.
Non so se sei un traduttore. In quel caso, ti riterrai sicuramente migliore di me, altrimenti non avresti giudicato. Mi chiedo però se il tuo lavoro e la tua competenza non ti diano abbastanza soddisfazione, dato che sei costretto a cercarla denigrando quelle altrui.
Non so se sei un lettore dei fumetti che traduco. In quel caso, se hai riscontrato degli errori tali da mettere in dubbio la mia professionalità, avresti potuto contattarmi per una critica più concreta, costruttiva e firmata.
Non so se sei un aspirante traduttore. In quel caso, dovresti impiegare il tuo tempo non tanto a criticare ma a impegnarti per raggiungere il tuo scopo e dimostrare che sei migliore di quegli scarsi traduttori che se la tirano sui blog.
Non so se sei uno a cui, chissà perché, sto sulle scatole a prescindere. In quel caso, è un problema tuo, io me ne farò una ragione.
categoria:pensieri, tradurre
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Matrimoni nel mondo

scritto da tafia il 21/05/2008,21/05/2008 21:41
E' uno dei ricordi più belli del mio ultimo viaggio in Giappone.
Una domenica di dicembre, ora del tramonto. I visitatori iniziano a lasciare il Meiji Jingu, su cui cala un silenzio interrotto solo dal gracchiare dei corvi.
Si stenta a credere che, al di là degli alberi, sorga uno dei quartieri più vivaci di Tokyo, quello di Harajuku.
Stranamente, nessuno ci invita ad allontanarci.
Nello spiazzo del tempio vengono accese delle lanterne e delle fiaccole, come a creare un percorso.
Il percorso di luce è stato creato per un rito di matrimonio: lo percorreranno gli sposi sotto il tradizionale ombrello, seguiti dalle loro famiglie.
Io e il mio compagno di viaggio ci facciamo invisibili per poter rimanere a godere di quell'attimo di silenzioso incanto, da spettatori non paganti, da ospiti non invitati.




Sulla scia di questo ricordo, voglio raccontarvi qualcosa del matrimonio in Giappone...
Ma non lo farò qui.
Sono gradita ospite (autoinvitata, in realtà...) della rubrica "Giovedì nel mondo", nel blog Magnolia Wedding Planner. L'autrice è la dolce ed entusiasta Silvia, che ha scelto come "missione di vita" l'organizzazione di matrimoni e ogni giovedì dedica un post a un paese straniero con le sue tradizioni e curiosità in ambito matrimoniale.
Questa settimana il protagonista è il Giappone e per l'occasione abbiamo scritto a quattro mani questi "post incrociati".
Se siete curiosi di sapere come ci si sposa in Giappone o se avete voglia di un matrimonio in Japan Style, passate di là...

PS il video non è granché, perché ovviamente proprio in quel momento si è scaricata la batteria della telecamera e ho dovuto riprendere il tutto io con la macchina fotografica e la mia mano poco stabile... ma l'importante è il ricordo...
categoria:giappone, ricordi, viaggiare
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Letture per lettori giapponesi...

scritto da tafia il 12/05/2008,12/05/2008 10:30
In Giappone esistono riviste per tutti i gusti e tutti gli argomenti. Intere scaffalature delle librerie sono dedicate alle suddette, rigorosamente divise per genere.
Tra tutte, una che non manco di procurarmi appena posso è Da Vinci, con il suo motto "I libri che vuoi leggere: subito trovati, subito comprati!".

Da Vinci è appunto un mensile dedicato alla lettura, che mi piace comprare non solo per aggiornarmi sulle ultime uscite dell'editoria giapponese, ma anche perché rispecchia un tipo di rivista che manca nel panorama italiano (forse lo scarso numero di lettori non ne giustificherebbe la nascita?).
Di Da Vinci apprezzo soprattutto il tipo di approccio alla "lettura" (non a caso uso questo termine e non "letteratura"): una gradevole via di mezzo tra la critica letteraria intellettual-snob e la svendita di best-seller usa e getta come prodotti di consumo.
In Da Vinci la lettura è intesa come intrattenimento, nel senso più positivo e culturale del termine.
Novità, recensioni, interviste agli autori, approfondimenti (e tanta inevitabile pubblicità editoriale). Tutto quello che ci si aspetta da una rivista sulla lettura, ma non solo: per Da Vinci i libri non sono un'élite e quindi i contenuti spaziano anche verso altri generi di "intrattenimento" come il fumetto (non è forse anch'esso una lettura?), passando anche per la musica, il cinema, la televisione, i videogiochi.
Sfogliamo, per esempio, il numero di Marzo, l'ultimo che sono riuscita a procurarmi.
L'approfondimento del mese (21 pagine 21)spetta, guarda caso, proprio a un manga, uno dei miei preferiti: Yotsuba to (pubblicato in Italia da Dynit).
Tra il resto troviamo...
Due pagine dedicate a una nuova rivista che presenta versioni a fumetto di romanzi e subito dopo altre due sulla sesta edizione del più famoso vocabolario monolingue giapponese, il Kojien.
Interviste e approfondimenti sui nuovi romanzi di tre autori: Ishida Ira, Arikawa Hiro e Kaidou Takeru.
L'inserto in bianco e nero con i racconti a puntate e la lista delle ultime uscite di ogni casa editrice.
La consueta sezione dedicata alla letteratura di genere, incentrata in particolare sulle storie di fantasmi.
L'angolo Cinema Da Vinci, con le recensioni dei film nelle sale o delle ultime uscite in DVD, e quello Musica Da Vinci.
Intervista e approfondimento sulla rock star Yoshii Kazuya, ex leader e vocalist della band The Yellow Monkey, uscito recentemente nelle librerie con la sua autobiografia.
Nella sezione "Comic Da Vinci", uno speciale sui manga a tema enologico, tra cantine, vini e sommelier.
Un breve speciale con una lista di volumi (romanzi, guide, raccolte di foto, ecc.) dedicati alla città di Parigi.
In chiusura, altre 20 recensioni da parte di specialisti del settore e i 130 libri del mese, presentati in breve.
Le ultime due pagine sono dedicate, come sempre, a un breve comic-essay, questa volta dell'autrice Ootagaki Seiko.

Questa rivista fa venir voglia di andare in libreria e fare acquisti. Fa venir voglia di andare da Kinokuniya, a Shinjuku.
Ma al momento mi accontenterei di una rivista così anche per l'Italia.
categoria:recensioni, libri, giappone, letture
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Due Tokyo sullo schermo...

scritto da tafia il 25/04/2008,25/04/2008 12:37
Ho visto due Tokyo, al Far East.


La Tokyo anni '50 di Always 2, godibilissimo anche per chi -come me- non ha visto il primo film della serie.
Yamazaki Takashi ci riporta in una Tokyo retrò, magistralmente ricostruita con una computer graphic inusualmente dedicata non all'invenzione di un ipotetico futuro o di qualche mondo parallelo, bensì alla ricostruzione fedele del passato. Un passato che riesce a far provare nostalgia anche a spettatori che non l'hanno mai vissuto.
La Tokyo di Always è un quartiere all'ombra della torre di Tokyo, in bilico con un piede nella tradizione e uno nella modernità. E' abitata da monelli in pantaloncini corti, un aspirante scrittore fallito e spettinato, un rude carrozziere dal cuore d'oro, una donna che incarna l'ideale giapponese della ryosai kenbo  ("brava moglie e saggia madre") ma che nasconde dietro il sorriso un piccolo rimpianto, una ragazzina viziata ma orfana di madre, la ballerina di un club di varietà che però sogna una famiglia.
Si ride, si sogna e ci si commuove, nella Tokyo di Always.

Tutt'altra Tokyo è quella del capolavoro di Miki Satoshi.

E' la Tokyo dei nostri giorni, ma non quella caotica e inflazionata di Shinjuku e Shibuya. E nemmeno quella turisticamente tradizionale di Asakusa e dei templi più famosi.
Il film è invece una lunga e mai noiosa passeggiata nella Tokyo dei vicoli, quella del "girato l'angolo dalla strada principale", dei quartieri residenziali, i piccoli parchi, i tempietti nascosti e silenziosi, i negozi vecchio stile che ci si chiede come fanno ad andare avanti, i chioschi.
Passeggiando per le strade di Tokyo ci si imbatte in vecchi ricordi e bizzarri personaggi.
E ci si dimentica che il percorso è partito da debiti non pagati e da un omicidio. E ha come destinazione il carcere.
categoria:recensioni, cinema, giappone, feff
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