scritto da tafia il 25/11/2003,25/11/2003 22:14

Oggi pioveva, qui...
E quando piove, una voce gentile dall'altoparlante ti ricorda, ogni volta che il treno si ferma ad una stazione, di non dimenticare l'ombrello. Di solito, ti dice genericamente di non dimenticare o far cadere nulla. Ma nei giorni di pioggia ti fa presente dell'ombrello...I giapponesi ci saranno abituati e forse lo dimenticheranno comunque. Ma per chi, come me, viene dal paese delle FS (anzi, Trenitalia...), e' ogni volta una sorpresa rendersi conto che qui pensano perfino a questo...mentre da noi e' gia tanto se ti avvisano di un ritardo.

PS va pero' detto che qui non ci sono controllori altrettanto simpatici...CIAO GIANNI!!!!


categoria:
commenti: commenti (7)(popup) | commenti (7)

scritto da tafia il 23/11/2003,23/11/2003 19:09
Chi mi conosce sa che non sono proprio una che mangia di tutto (...) e che assaggiare cibi sconosciuti non e' sicuramente tra le mie attivita' preferite...
Ma studiare dall'altra parte del mondo mi fa fare progressi anche da questo punto di vista. Sono sempre piu' stupita dalla mia recente intraprendenza nell'assaggiare cose nuove, cose che prima non avrei mai affrontato, oppure nell'ordinare piatti sconosciuti al ristorante.
Tra le ultime "conquiste" annovero, tra le altre, i calamari, il salmone, le cipolle a fette saltate in padella, il sukiyaki (che consiste nell'intingere carne e verdure nell'uovo crudo...), lo yogurt bianco (ma qui sembra quasi budino!!!), il kimchi (una pietanza piccante coreana), le varie salse che qui vanno per la maggiore e che 2 anni fa non usavo mai o perlomeno il minimo indispensabile (x esempio la salsa del tonkatsu che secondo me e Peppe sa di Coca Cola, oppure la salsa per lo yaki niku)...Stupore, grande stupore.
Ma tutto questo non vuol dire che avro' il coraggio di affrontare il sashimi!


categoria:
commenti: commenti (5)(popup) | commenti (5)

scritto da tafia il 20/11/2003,20/11/2003 23:48

Nostalgia...
Dovrei provarne per forza? Sono insensibile e ingrata se qui mi sento bene e non provo nostalgia?
Nostalgia intesa come sentimento negativo. No, decisamente non ci sono momenti in cui mi fermo e mi sento triste o malinconica per non essere a casa, per essere lontana, per non avere qualcuno vicino. Forse perche' sono impegnata a ritmi per me inusuali, forse perche' ho degli amici che sanno essere dei buoni punti di appoggio e di traino, forse perche' ogni giorni ho nuove scoperte e soddisfazioni. E poco tempo per essere triste.
Quindi niente nostalgia. A meno che non si possa chiamare nostalgia anche una sensazione positiva, il pensare, nei momenti di gioia e di entusiasmo, a chi e' a casa...perche' li vorresti rendere partecipi della meraviglia che stai vivendo, perche' vorresti fargli vedere quello che nemmeno immaginano, perche' vorresti far loro da guida in questo mondo inebriante, perche' vorresti far loro conoscere le persone che incontri...
Ecco, questa e' la mia nostalgia. E non e' per nulla dolorosa.

E' molto piu' doloroso sapere che a casa ("Questa e' la mia casa...la casa dov'e'?!" com'e' relativo il termine casa...), in Italia, c'e' gente che sta male. Sta male perche' io non ci sono. Oppure sta male perche' la vita a volte fa strani scherzi, e io non posso esser loro vicino...
E mi assale un po' di senso di colpa per starmene qui, felice e senza nostalgia...






categoria:
commenti: commenti (4)(popup) | commenti (4)

scritto da tafia il 15/11/2003,15/11/2003 09:45

Ieri sera avevo un po' di tempo e finalmente volevo aggiornare un po' il blog e cosa si inventa questo computer: di rimanere per l'eternita' in fase di caricamento pagina...Quindi non se n'e' fatto nulla. (;_;)
Se tra compiti e mansioni casalinghe (ogni tanto devo pur farlo il bucato se voglio avere della biancheria da cambiarmi!!!) riesco a ritagliarmi un minutino, scrivero' stamattina...ma non vi prometto nulla.

Oggi anche se e' sabato niente traslochi temporanei in quel di Tokyo: stavolta vengono qui i miei amichetti cosi faccio loro da guida a Yokohama! Avevo gia progettato una bella passeggiata panoramica da Minato Mirai (la zona piu nuova di Yokohama, con i grattacieli sulla baia) a China Town, ma il cielo e' coperto di tristi nuvoloni grigi che minacciano pioggia....Uffi uffi! Speriamo resista...Male che vada ci chiuderemo in un kissaten (pasticceria/ cafe') a ingozzarci di torte...o sfogheremo la nostra delusione divorando chukaman (specie di panzerotto cinese contenente carne, verdure, ecc.).


categoria:
commenti: commenti (3)(popup) | commenti (3)

scritto da tafia il 11/11/2003,11/11/2003 08:58
Si, lo so che il mio tato scrive meglio di me e mi fa piacere che avete apprezzato il suo branetto, pero' non e' giusto che lui si becca ben 3 commenti e invece quando scrivo io mi lasciate sola...(^_^)
categoria:
commenti: commenti (6)(popup) | commenti (6)

scritto da tafia il 10/11/2003,10/11/2003 20:41

Date le temperature miti e a tratti quasi estive delle settimane precedenti, gia mi pregustavo un autunno ad libitum da trascorrere con la giacca appesa al braccio giusto per precauzione e per il venticello che soffia dopo il tramonto. E invece oggi, con la pioggia, e' arrivato anche il freddo. Che in confronto ai bollettini meteorologici che mi arrivano da casa e' sempre un freddo relativo, ma ad ogni modo e' comunque un preavviso dell'inverno che si avvicina inesorabile. Tant'e' che in casa hanno pure acceso il riscaldamento per la prima volta. E il caldo abbraccio dell'ofuro serale (per i non-nipponisti, niente di pornografico, maliziosi che non siete altro: e' il bagno stile giapponese!) non e' mai stato cosi atteso...
Ecco, appunto, proprio ora ho e' squillato il bip-bip che annuncia che l'acqua e' calda al punto giusto! Vado e mi immergo: riusciro' ad uscire?! Ogni volta e' tanta la tentazione di addormentarsi li, liberatisi dalla stanchezza e dalle tensioni del giorno, che rimangono a galleggiare sulla superficie dell'acqua...
Si, OK, vado che altrimenti si raffredda......



categoria:
commenti: commenti (popup) | commenti

scritto da tafia il 07/11/2003,07/11/2003 20:46
La lezione del venerdi mattina e' decisamente la mia preferita, perche' si discosta molto dalle lezioni tradizionali.
Praticamente ci hanno diviso in gruppi e ad ogni gruppo hanno assegnato 2-3 studenti giapponesi (che studiano x diventare insegnanti) che ci seguono e guidano nel lavoro. Il "lavoro" e' scrivere un "repooto" (dall'inglese report) su un argomento a scelta, che pero' deve riguardare le nostre idee, i nostri sentimenti riguardo a qualcosa. Per esempio, il mio si intitola "L'importanza della famiglia"...mentre tra quelli dei miei compagni ci sono "La mia ragione di vita", "L'amicizia", "L'influenza del cinema nella mia vita", "La mia esperienza di immigrata", ecc. Per ora abbiamo scritto la prima parte del repooto, ovvero la spiegazione del tema scelto. Sia a lezione, sia in una BBS su Internet, abbiamo letto e commentato a vicenda i nostri scritti, rivedendoli fino alla versione definitiva. Dalla settimana prossima, sceglieremo un paio di partner (anche tra gli altri gruppi) e iniziera' la vera e propria discussione sull'argomento scelto.
Nel nostro gruppo si e' creata davvero una bella atmosfera: ci scambiamo con interesse opinioni sui vari temi, chiaccheriamo anche di altro, nella pausa pranzo mangiamo sempre l'obento insieme...Oggi siamo addiritura andati a fare "lezione" in pasticceria per festeggiare il compleanno di Ni (Tailandia)...
E' in momenti come questi che capisco quanto un'esperienza di studio all'estero come questa mi offra' opportunita' e momenti preziosi che non potrei mai avere altrimenti.


categoria:
commenti: commenti (popup) | commenti

scritto da tafia il 05/11/2003,05/11/2003 19:43

La settimana scorsa era il giorno dei morti, in Italia. Per me niente cimitero, quest'anno, e niente veglia con canti, chitarre e preghiere, come ormai e' consuetudine da un po' di anni.
Ma non voglio che questa ricorrenza passi inosservata, quindi metto qui un brano che ha scritto il mio tato per la veglia e che a distanza di km mi ha fatto commuovere. Chissa' che non doni qualche emozione anche a voi...

Morte liberatoria

Di mio nonno ricordo bene due cose: le sue ginocchia e il motorino rosso parcheggiato nel cortiletto della casa in cui abitava. Sono salito su entrambi, quand'ero piccolo, soprattutto sulle sue ginocchia. Adoravo starmene cosi in alto, con il nonno che mi sussurrava all'orecchio le risposte delle parole crociate, sua grande passione, e che con una certa soddisfazione lo aiutavo a risolvere. Il nonno pero' un giorno si ammalo'. Le gambe non funzionavano piu' molto bene, e una delle ginocchia una mattina spari'. I dottori decisero di amputargli una gamba, e da quel giorno mio nonno sul motorino rosso non mi porto piu'. La decisione presa dai dottori non fu pero' delle piu' azzeccate. O almeno, cosi' la racconta ancora mia nonna. E quella sedia a rotelle a cui ormai in famiglia ci eravamo abituati, comincio' a contenere un corpo sempre piu' stanco, e sempre piu' magro. Non si fecero piu' pranzi di Natale a casa dei miei nonni, ne' quelli di Pasqua. Si entrava ed usciva dagli ospedali. E piu' il tempo passava, piu' le parole crociate dovetti imparare a farle da solo. Ero piccolo, e distratto. Un sabato la mamma mi disse che saremmo come al solito andati a trovare i nonni, ma io sarei rimasto da quelli paterni, perche' l'altro nonno stava molto male. Non risposi, probabilmente non ci pensai nemmeno: non mi rendevo conto, visto che non avevo neppure dieci anni, che i miei genitori avevano paura, temevano che io vedessi mio nonno ridotto a uno scheletro, attaccato a tubi e bottigliette, nemmeno piu' capace di sollevare una penna per riempire le caselle di un cruciverba. E cosi fu per le settimane successive. Una mattina, era estate, andai in cucina, e vidi mia mamma piangere davanti ad una pentola. "Cos'hai mamma?". "E' morto il nonno". Non ricordo se ci fosse silenzio in casa. Nella mia mente si. Tornai in camera, mi gettai sul letto e guardai il soffitto. Non piansi, o almeno, non ricordo. Ma pensai al nonno, l’ultima volta che l'avevo visto, e poi andai indietro con la memoria, dalla prima volta che lo vidi sulla sedia a rotelle, a quando in giardino mi sgridava perche' toglievo i sassi dal cortile. E mi ricordai delle sue ginocchia. E allora capii che il nonno stava veramente male, che il nonno aveva sofferto e aveva vissuto gli ultimi anni della sua vita con una brutta malattia. In questi casi qualcuno parla di liberazione, di una morte che prima o poi avrebbe dovuto arrivare, meglio prima che poi. Io penso che a mio nonno faccia piacere, oggi come oggi, se lo ricordo mentre mi teneva sulle ginocchia. Ma sono sicuro che se avessi potuto salutarlo, sarebbe morto più contento.


categoria:
commenti: commenti (3)(popup) | commenti (3)

scritto da tafia il 04/11/2003,04/11/2003 22:19

"...non e' cosi facile!
Perche' prima e dopo il sogno c'e'
la vita da vivere..."

Ligabue, "Lambrusco e Popcorn"



categoria:
commenti: commenti (popup) | commenti

scritto da tafia il 03/11/2003,03/11/2003 19:53

Oggi qui e' festa: e' il giorno della cultura.
Alla Waseda c'era il festival degli studenti e sono andata a dare un'occhiata con Fracce, Peppe, Elisa e Che (il coreano compagno di stanza di Peppe). Peccato che piovesse, per cui era scomodissimo girare con gli ombrelli tra le bancarelle e ci siamo arresi quasi subito. Sono comunque riuscita a mangiarmi un agepan (panino fritto e ricoperto di zucchero e altre cose a scelta: io ho optato per cacao e cocco!) squisito.

La vita qui mi sta dando sempre piu' una sensazione di quotidianita'.
Una strana quotidianita': mi sento come in  un'altra dimensione spazio-temporale...una parentesi nella vita "normale" che ritrovero' al ritorno. Ma anche la vita qui inizia ad assumere un aspetto di normalita', di quotidianita', perche' quando si e' lontani si cerca il piu' possibile di adattarsi al nuovo ambiente e di renderlo familiare...di considerarlo come la propria "casa" per non sentirsi costantemente alieni.
Ho come l'impressione che non sara'subito facile, al ritorno...




categoria:
commenti: commenti (1)(popup) | commenti (1)