Dopo una messa presa...
Ma la ruota gira e domani si parte per il Magical Mistery Tour agli onsen. Altre risate, altre foto, altri ricordi.
Venerdi sono stata con Yukari ad Asakusa: era l'ultimo giorno del mercatino degli hagoita. Gli hagoita sono un altra tradizione giapponese di fine d'anno. Sono delle palette di legno usate come racchette per giocare con palline simili a quelle del volano. Ne esistono pero' versioni decorative da esporre in casa, recanti figure in rilievo di geisha in kimono, attori kabuki ma anche personaggi famosi (giocatori di baseball, l'immancabile Kitty-chan e chi piu' ne ha piu' ne metta) . E' difficile rendere l'idea con le parole, ma sono bellissimi. Purtroppo non ho foto da mettere nel sito perche' non avevo con me la digitale...
Ieri, invece, visita alla Fiera dell'Antiquariato di Tokyo. Incantata da ciotoline, cassettiere, tazzine, stampe, paraventi...avrei comprato l'impossibile! Ma mi sono dovuta accontentare di una bambolina kokeshi veramente kawaii. Avevo puntato anche un favoloso paio di geta a soli 1000 yen, ma i miei piedoni non ci sarebbero mai entrati e quindi ho dovuto a malincuore lasciarli li...Il resto era decisamente oltre le mie possibilita' finanziarie...
Oggi pomeriggio, cinema a Yokohama con Peppe, Enryu e-forse-Annalisa. Film scelto: The Last Samurai. So gia che passero' meta' della proiezione a coprirmi gli occhi per non vedere sangue e katana, ma i cartelloni pubblicitari del film svettanti sui grattacieli di Shibuya sono troppo belli per non andarlo a vedere.
Domani ultimo giorno di lezione e poi inizia la settimana di festeggiamenti natalizi. Vi informo sul programma degli SPQR perche' non so se e quando riusciro' ad aggiornare...
Martedi' 23: visita all'antico palazzo imperiale in occasione del Compleanno dell'Imperatore (ebbene si, ci ha invitati a mangiare la torta...ah ah ah!) e nel pomeriggio, armati di chitarra e tamburello, andremo a cantare canti di Natale per le strade di Tokyo.
Mercoledi 24: dopo aver cucinato i biscottoni con le gocce di cioccolato, trasferimento a casa di Enryu dove si terra' il super cenone della Vigilia, con 2 primi di carne e pesce, 2 secondi di carne e pesce e dolci a volonta' gentilmente mandati dalla patria. Si prevedono circa una quindicina di persone...siamo meglio della mensa dei poveri!
Giovedi 25: Natale...a digerire il cenone e a far fuori gli avanzi per pranzo!
Domenica 28: partenza per il Magical Mistery Tour agli onsen (terme) di Kawarayu in montagna.
Martedi 30: ritorno
Mercoledi 31: arriva Andreaaaaaa!
La domanda sorge alquanto spontanea: sopravvivero' a tutto questo?! Si accettano scommesse.
Non trattandosi di un paese cristiano, in Giappone il Natale, che e' un giorno la vorativo come gli altri, e' una festivita' meramente commerciale. Molto piu' sentito e importante dal punto di vista della tradizione e' l'arrivo del nuovo anno.
Tra le varie usanze di questo periodo c'e' anche quella dei nengajoo.
Trattasi di cartoline postali che vengono inviate ad amici, conoscenti, colleghi, persone con cui si ha anche solo un minimo rapporto per augurare un buon anno nuovo. Esistono in versione semplice e personalizzabile a piacere (ora, nell'era tecnologica, vendono software appositi con raccolte di clip art in tema, oppure si stampano le foto di figli, nipoti, viaggi recenti, ecc.) oppure gia illustrati. Il tema ricorrente delle illustrazioni e' generalmente il segno dello zodiaco cinese relativo all'anno in arrivo: il 2004 sara' un anno della scimmia, il 2003 era un anno della pecora. Quindi adesso scimmiette dappertutto e in tutte le salse. Questo ha creato non pochi problemi a Kitty-chan che notoriamente e' una gatta e a Pooh-san che e' un orso (e al massimo poteva contare su una tigre, un asino e un maialino)...ma non potendo rinunciare a vendere i loro nengajoo hanno subito provveduto la prima ad un'amicizia interessata con delle scimmie, il secondo ad un ennesimo travestimento...quindi ecco pronti i nengajoo! (^_^)Il contenuto del testo puo' variare da una semplice frase augurale a un breve resoconto dell'anno trascorso, da ringraziamenti a speranze per l'anno nuovo...il tutto spesso in sbrodoloso linguaggio onorifico
Forse li starete paragonando ai nostri biglietti di Natale: si, in effetti qualcosa in comune c'e', ma qui la cosa e' piu' seria e di portata un po' piu' vasta. Per darvi un'idea, nella mia famiglia quest'anno verranno spediti 200 nengajoo 200...ed erano 500 prima che lui andasse in pensione!!!! Si tratta di un'usanza talmente importante che le poste si attivano in modo speciale: oltre a vendere le cartoline (che recano una scritta rossa x distinguerle) e creare delle buchette apposite in cui depositarle, provvedono a consegnarle TUTTE il primo gennaio, qualunque sia il giorno in cui sono state imbucate.
SE TU MI DIMENTICHI
Voglio che sappia
una cosa.
Tu sai com'e' questo:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l'impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se cio' che esiste,
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m'attendono.
Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cessero' d'amarti a poco a poco.
Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
che' gia' ti avro' dimenticata.
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi alla riva
del cuore in cui affondo le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell'ora,
levero' in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.
Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne‚ si oblia,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finche' tu vivrai stara' tra le tue braccia
senza uscir dalle mie.
Pablo Neruda
Accogliero' ogni giorno con la consapevolezza di queste parole, con la consapevolezza di essere amata, forse anche troppo...
Tra occidentalizzazione, tecnologizzazione e globalizzazione, i Giapponesi cercano di mantenere vive le tradizioni. Ed e' proprio in queste occasioni che amo questo paese, anche se mi faccio trascinare ed estasiare volentieri anche dal vortice metropolitano di frenesia, consumismo, kitch, fashion e amenita' nipponiche varie (vedi i quasi 2000 yen lasciati ultimamente in un negozio di...calzini!).
Ieri ho partecipato ad uno degli eventi che segnano l'avvicinarsi imminente della fine dell'anno: il mochitsuki (preparazione del mochi). Il mochi e' una pasta bianca, filante, densa, appiccicosa ottenuta da una varieta' particolare di riso. Il metodo tradizionale prevede che il riso venga bollito a lungo in un apposito contenitore e poi pestato con un grande martello di legno in una sorta di mortaio. Il mochi cosi ottenuto viene poi mangiato abbinandolo a vari ingredienti, sia dolci (anko, kinako...) che salati (salsa di soia, daikon grattuggiato, alghe...). La preparazione secondo il metodo tradizionale viene svolta all'aperto e richiede la collaborazione di piu' persone, diventando quindi un'occasione di ritrovo, festa e comunita'.
Nel mio caso, il mochitsuki era organizzato da un'associazione del vicinato (una forma di associazionismo molto comune in Giappone) e abbiamo avuto la fortuna di una giornata quasi primaverile, con sole e cielo azzurro.
Unico neo: la presenza di pochi bambini...Chi portera' avanti queste tradizioni in futuro? Sono un patrimonio destinato ad essere perduto?
(se volete farvi un'idea del mochitsuki, nel sito ho messo alcune foto, nella sezione "Le mie foto"!)