Per chi volesse appr...

scritto da tafia il 28/02/2004,28/02/2004 09:55
Per chi volesse approfondire, so che c'e' un libro di Murakami Haruki (uno tra i miei autori preferiti) sull'argomento, il titolo se non vado errando e' "Underground". Purtroppo non l'ho ancora letto personalmente per cui non posso darvi un giudizio, ma dell'autore ci si puo' fidare.
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TOKYO - Condanna a m...

scritto da tafia il 28/02/2004,28/02/2004 09:44

TOKYO - Condanna a morte per impiccagione per Shoko Asahara, il fondatore e capo della setta buddista giapponese Aum Shinrikyo (La suprema verità di Aum), responsabile dell'attentato con il gas nervino sarin compiuto nella metropolitana di Tokyo il 20 marzo 1995 che causò dodici morti e oltre 5 mila intossicati. Il santone è stato riconosciuto colpevole di altri quindici omicidi, comprese sette decedute in un altro attacco con il sarin a Matsumoto.
IMPASSIBILE ALLA SENTENZA - Asahara, il cui vero nome è Chizuo Matsumoto, 49 anni la settimana prossima, è stato riconosciuto colpevole di tutti i tredici capi di imputazione. Il guru è rimasto impassibile per tutta la durata della seduta farfugliando frasi incomprensibili. Quando il giudice gli voleva leggere la sentenza, Asahara e è rimasto immobile e le guardie hanno dovuto sollevarlo di peso per trascinarlo davanti al rappresentante della legge. Gli avvocati della difesa hanno annunciato subito che presenteranno ricorso in quanto sostengono che gli attentati con il gas nervino sono stati ideati e compiuti da membri dell'Aum Shinrikyo (che aveva 30 mila affiliati anche in Russia) all'insaputa del guru. Altri undici adepti della setta, che nel momento di maggior espansione arrivò a contare 15.400 militanti in Giappone, sono già stati condannati a morte ma nessuna è ancora stata eseguita. La setta è stata sciolta ma nel 2000 è rinata con il nome di Aleph con 1.650 membri in Giappone e circa 300 in Russia.
da www.corriere.it

Me lo ricordo vagamente l'accaduto, anche perche' sono passati quasi 10 anni. Ma qualche giorno fa, in TV, ho visto un documentario- ricostruzione dell'accaduto: mi sono auto-costretta a guardarlo, perche' la prima reazione sarebbe stata cambiare canale inorridita e spaventata dalle scene in cui mostravano, con pathos quasi ecessivo, a cosa fossero costretti gli adepti della setta. Elettroshock. bagni in acqua bollente. Percosse. Poi l'attentato vero e proprio, visto dagli occhi di quelli che l'hanno compiuto. Lo ammetto: mi ha fatto paura vedere che e' accaduto in un giorno come un altro, in un treno come un altro, in quella quotidianita' che vivo ogni giorno qui. Ma si sa, io sono una che si fa suggestionare.
Ad ogni modo, questo per dire che considero atroce e ingiustificabile l'atto compiuto. Ma questo non equivale al fatto che io approvi la condanna a morte, verso la quale sono contraria -per fede e per principi- e considero una vergogna il fatto che ancora esista in uno dei paesi cosiderati piu' avanzati e civili. E non sto a citare qual e' l'altro esempio, giusto perche' il blog e' sul Giappone ed evito di divagare...




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Quando stai cercando...

scritto da tafia il 27/02/2004,27/02/2004 22:57
Quando stai cercando di farti forte dopo una settimana di debolezza, dentro e fuori.
Quando ci stai riuscendo x te stessa, ma non ce la fai ancora ad essere forte anche per qualcun'altro.
Quando comunque ci provi lo stesso ma fai danni.
Quando ti sembra di avere due vite e vorresti dividerti in due per essere sia di qua che di la'.
Quando ti senti pero' impotente e allora sei talmente codarda che ti senti quasi sollevata ad essere di qua, che cosi sei un po' giustificata.



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PS ho notato che nei...

scritto da tafia il 24/02/2004,24/02/2004 19:36
PS ho notato che nei post i link non si vedono: se passate col mouse sopra ai termini in Giapponese del post precedente, potete passare direttamente agli articoli in questione!
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Nel sito Nipponico&n...

scritto da tafia il 24/02/2004,24/02/2004 18:03
Nel sito Nipponico gli articoli riguardanti questo argomento li trovate sotto i termini hentai (perversione sessuale), wakamono (gioventu'),etchi(oscenita'), nipponcartoon, pedofilia e manga. Gli ultimi due li consiglio soprattutto a tutte le mie amiche mamme all'ascolto, perche' non demonizzino senza motivo i cartoni giapponesi, con cui anche la mia generazione in fondo e' cresciuta. Anche se ritengo sempre piu' salutare il gioco all'aperto in compagnia di altri bambini. Ma non per questo dobbiamo avere errati pregiudizi nei confronti di fumetti e cartoni giapponesi, che fanno certamente meno danni di tante altre trasmissioni, anzi. E comunque a volte dovremmo preoccuparci di piu' del mondo reale che stiamo lasciando in eredita' ai nostri bambini, piuttosto che quello che esce in TV...
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Mi e' stato dato da ...

scritto da tafia il 24/02/2004,24/02/2004 17:46

Mi e' stato dato da Iuma l'input per affrontare un tema spesso causa di malintesi a proposito del Giappone: le sue presunte stranezze.
Come accennavo gia nel post sul turismo, il Giappone ultimamente e' entrato nella sfera del "trendy" ma paradossalmente questo non fa che accrescere l'ignoranza a riguardo. Del Sol Levante ci vengono proposti cibi,arredamenti, suppellettili, mode, terminologie, filosofie spesso distorti rispetto all'originale: il pubblico, se non e' un esperto o non si interessa particolarmente dell'argomento, associa quindi queste informazioni distorte alla sua idea di Giappone e ne nascono grossi equivoci. Piu' volte ho dovuto demolire stereotipi in persone che, al mio nominare il Giappone, sciorinavano tutte le loro "erudite" conoscenze "ah ma i Giapponesi sono blablabla", "ah so che in Giappone si fa blablabla", "ah i Giapponesi sono tutti blablabla". Per non parlare della confusione tra paesi asiatici:" Ah, i Giapponesi vanno tutti in bicicletta." "Ehm, no, quelli semmai sono i Cinesi" "Si beh, cinesi, giapponesi, stessa roba" (;_;)

Tornando a noi. "I Giapponesi sono strani." Si, lo ammetto, lo dico spesso anch'io e c'e' a volte anche tra chi ama questo paese il gusto goliardico di prenderli un po' in giro: ma e' corretto farlo solo se si e' consapevoli della dimensione scherzoso-superficiale del commento, se si ha una sufficiente base di conoscenze a riguardo e se si e' pronti a staccarsi da quello stereotipo quando il discorso si fa piu' serio. I mass media non lo fanno: buona parte degli articoli a proposito del Giappone che compaiono su riviste e programmi TV sono semplici elenchi di stravaganze, stranezze, manie. I letti-capsula. I Tamagochi. I maniaci che comprano mutandine usate di adolescenti. Le invenzioni piu' assurde. I restanti articoli al massimo demonizzano la violenza dei cartoni o la pornografia dei fumetti, facendo una confusione indegna di vocaboli e categorie. E sempre senza citare dati e fonti attendibili, senza un approfondimento sociologico o un acceno al retroscena culturale.

I Giapponesi sono strani rispetto a cosa?! probabilmente rispetto alla nostra concezione occidentale, che sempre piu' (ma qui ci allargheremo in territori vasti e sconfinati...e a questo blog non compete...)viene vista come l'unica verita' giusta e possibile. Forse sarebbe meglio dire che i Giapponesi sono semplicemente"diversi". Perche' diversa e' la loro concezione della vita, della spiritualita', del lavoro, dei rapporti umani, del sesso, della morte. Un solo esempio per tutti: non essendo di religione cristiana, in Giappone il senso di peccato -come da noi concepito, credenti o non credenti- semplicemente non esiste. Forse non siamo disposti a tollerare le loro diversita' perche' esternamente, essendo il Giappone un paese sviluppato ed economicamente pari se non superiore al nostro occidente, li vediamo simili a noi: allora anche, che ne so, i masai sono "strani", ma loro "poverini" sono poveri, arretrati e stanno in Africa quindi giustifichiamoli. No, non ci siamo. I giapponesi -come i masai- sono due popoli con una loro storia, tradizione e identita' distinte. Soprattutto, i Giapponesi non sono soltanto le stranezze esaltate dai mass media e non bisogna fare l'errore di generalizzare: non sono i Giapponesi in toto che comprano mutandine usate, ci sono ANCHE Giapponesi che comprano mutandine usate. Come gli Italiani non sono tutti mafiosi e non sanno tutti giocare a calcio: stessa vecchia storia degli stereotipi. Anche la stranezza in se viene concepita in modo diverso dai Giapponesi stessi: sono certamente piu'indulgenti a riguardo di queste manie, viste forse come innocenti scappatoie ad una societa¡¯ che per sua natura impone l'omologazione, l'appartenenza al gruppo, l'uniformita'. Alcuni giovani, nel weekend, adottano un look stravagante, eccessivo, originale: li guardi e sono effettivamente "strani", ma ricordiamo che spesso sono reduci da una settimana in uniforme, da scuole in cui le regole arrivano ad invadere la vita privata, da un apprendimento nozionistico e per niente personalizzato. La loro voglia di esprimere una propria personalita' originale, la loro creativita', si sfoga attraverso la creazione estetica di questi look ed e' un errore attribuire loro, ad una prima occhiata superficiale, personalita' disturbate, eccessive o ribelli in senso negativo. Si tratta di una reazione originale ad una situazione diversa da quella che puo'vivere la gioventu'occidentale: non possiamo giudicare con lo stesso metro. E soprattutto non si tratta di tutti i giovani giapponesi.

Lo stesso vale per le cosidette perversioni sessuali. Esistono, nessuno lo nega. Ci sono anche problemi sociali seri come la pratica dell'enjokosai: adolescenti che accettano, in cambio di denaro, di trascorrere del tempo (a volte senza implicazioni sessuali)con adulti di mezza eta'¯. Ma non credo che l'occidente possa dichiararsi immune da perversioni o pratiche sessuali estreme. Semplicemente sono diverse come lo e' la concezione del sesso e l'ambiente cultural-sociale che ne sta alla base. Da un certo punto di vista, le manie giapponesi sono forse piu' infantili, piu'ingenue e spesso non sono taboo, come invece lo possono essere da un punto di vista occidentale.

La mia non e' una pretesa di giustificazione delle manie e della stravaganze giapponesi: e' solo un tentativo, forse malriuscito, di fornire qualche elemento in piu' per la comprensione di notizie spesso fuorvianti e sicuramente non approfondite a dovere. Il Giappone e'  un paese con i suoi lati negativi e positivi, che si possono pero'individuare solo se si conosce bene la realta'alla base dei vari fenomeni. Non possiamo generalizzare nel giudicare con pochi elementi a disposizione.

Una volta chiarito questo, fatevele pure due risate sui Giapponesi e su quanto sono "strambi": lo faccio spesso anch'io. Ma poi, magari, andate a leggervi un libro di un autore nipponico, cercate qualche info su Internet, siate insomma consapevoli. E questo vale per tutte le culture, credo.

Preciso che non essendo io una sociologa ne' una studiosa, tutto e' scritto da un mio punto di vista soggettivo quindi opinabile. E comunque ci sarebbero tante altre cose da dire. Se l'argomento e volete leggervi qualche articolo piu' serio, andate sul sitoNipponico.


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Raffreddore e febbre...

scritto da tafia il 23/02/2004,23/02/2004 22:41
Raffreddore e febbre mi tolgono la voglia di fare qualsiasi cosa, quindi mi rilasso guardando la TV, che comunque e' un buon esercizio per migliorare il mio Giapponese (della serie: come trovare scuse per giustificare il fanca##ismo).
Oggi facevano un servizio sulle ragazze che vanno al Monte dei Pegni (si dice cosi, no?!) a impegnare i regali ricevuti dai fidanzati, per otternerne denaro contante in cambio. A parte lo squallore della cosa in se', ma dovevate vedere di che regali si trattava! Orologi d'oro di Cartier, borse griffate da centinaia di migliaia di yen, anelli con diamanti. E alcuni non erano nemmeno da parte di fidanzati, ma di semplici ammiratori. O i maschi giapponesi sono pazzi oppure ho dei dubbi sull'effettiva professione delle signorine in questione (un paio di loro infatti erano hostess, e non quelle dell'aereo, quelle dei club)!
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Ho cambiato template...

scritto da tafia il 23/02/2004,23/02/2004 10:13
Ho cambiato template.
Il rosa mi aveva un po' stufato e in piu' i post lunghi non erano agilmente leggibili. Qui c'e' piu' spazio e anche i vari link sono piu' visibili. Purtroppo non sono riuscita a trovare nulla in tema Giappone (e io non sono in grado di farmi i template da sola) pero' la simpatica tipa del disegno richiama un po' lo stile stravagante delle giovani jappe e il panda fa Oriente, almeno!
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Giustamente, mi e' s...

scritto da tafia il 22/02/2004,22/02/2004 10:43
Giustamente, mi e' stato fatto notare che nel post precedente non ho fatto accenno a quello che invece e' uno degli elementi fondamentali di un viaggio: l'alloggio. Baka watashi! (=che stupida!) Probabilmente l'ho trascurato perche', avendo sempre scelto l'homestay (cioe' il pernottamento presso una famiglia) data la lunga durata dei miei soggiorni, non mi sono mai trovata di fronte al problema alberghi e hotel. E quindi, purtroppo, non sono nemmeno molto informata a riguardo.
Ad ogni modo, il Giappone offre anche dal punto di vista alloggi, una vasta varieta' di scelta, per tutte le tasche e per tutti i gusti: dalla locanda tradizionale ala pensioncina stile Old England, dall'hotel super lusso all'ostello. Direi che i prezzi possono essere paragonabili a quelli dell'Italia, forse qualcosina in piu'. Se non si e' particolarmente esigenti, si riescono a trovare alloggi modesti ma convenienti che si aggirano sui 4.000 yen (meno di 30 euro, col cambio attuale) o anche meno a notte, spesso concepiti proprio per stranieri. Per esempio date un'occhiata a questo sito, se volete farvi un'idea: e' solamente uno dei tanti, ma e' giusto per fare un esempio. Ancora una volta, la soluzione migliore e' girare per Internet e non rassegnarsi subito.
Se il tempo libero me lo permette, cerchero' io stessa una serie di siti da consigliarvi per potervi orientare. Lo ripeto di nuovo: se avete domande specifiche, chiedete e faro' il possibile per aiutarvi.

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In questa giornata d...

scritto da tafia il 21/02/2004,21/02/2004 19:53

In questa giornata di reclusione dovuta al raffreddore, dedico un post a quanti di voi mi hanno spesso chiesto se e' possibile un viaggio in Giappone "fai da te, no Alpitour".
Personalmente, ritengo che il Giappone sia decisamente sottovalutato come meta turistica: i tour operator chiedono cifre astronomiche e chi non se lo puo' permettere o semplicemente non ama -come me, d'altronde- i viaggi organizzati, spesso lo esclude dalle mete perche' lo ritiene troppo caro, perche' spaventato dall'ostacolo delle lingua o magari perche' non e' sufficientemente a conoscenza delle attrattive che questo paese offre.
Tutto questo credo sia dovuto ad una generale mancanza o scorrettezza di informazione: di Giappone si parla, ultimamente pare sia pure "trendy", ma spesso ci si sofferma solo sugli aspetti stravaganti, sugli eccessi. Che ci sono, non lo nego, ma non sono tutto il Giappone, paese che ritengo non solo affascinante ma anche abbordabile per chi ami viaggiare nel vero senso della parola, che comprende quindi un po' di spirito di adattamento, intraprendenza, avventura.

Il Giappone e' caro, si dice. Certo, il costo della vita e' alto: ma da quando siamo alle prese con l'Euro, la differenza non si nota cosi tanto e comunque il cambio, ora come ora, ci e' decisamente favorevole. Bisogna saper cercare e scegliere: nella stessa strada si puo' pranzare senza spendere piu' di 500 yen (circa 3euro50) e fare merenda a the e torta lasciandocene 2000, di yen. La scelta e' vasta: ovviamente non bisogna essere troppo esigenti, ma non e' sempre detto che a prezzo alto corrisponda qualita' e quantita'. Si e' comunque sempre avantaggiati dal fatto che nella maggior parte dei ristoranti e locali il prezzo e le tipologie di cibo sono esposti all'esterno, cosa che permette di evitare imbarazzanti sorprese di fronte al listino. Da non dimenticare, inoltre, che in qualsiasi locale acqua -o in alcuni casi addirittura the- vengono forniti gratis e in quantita' illimitata: se ci si accontenta, si puo' risparmiare la spesa delle bevande.
Ad essere effettivamente costosi sono i trasporti: all'interno di Tokyo, la tariffa minima (per una distanza spesso inferiore a 5 minuti) del treno e' di 130yen , 160 per la metro. E spostarsi a piedi e' quasi impensabile, se non si e' pratici della citta' (non lo fanno nemmeno i Giapponesi, io inizio ora dopo 5 mesi a capire un po' la geografia della metropoli). Pero' per chi viene per turismo c'e' la possibilita' di acquistare in Italia un biglietto speciale della JR (Japan Railways) che permette x un prezzo fisso (che cambia a seconda del periodo di validita') viaggi illimitati.

L'ostacolo della lingua. Lo so, gli ideogrammi a me attraggono ma a molti spaventano, lo posso capire. Non poterli leggere effettivamente limita la comprensione immediata di molte cose. Ma se si e' un attimo preparati l'ostacolo si puo' superare. Ormai nelle stazioni maggiori i nomi delle localita' sono translitterati anche nel nostro alfabeto. Certo, molti menu dei ristoranti sono solo in giapponese, ma potete ovviare al problema indicando la pietanza desiderata tra i modellini in plastica accuratissimi esposti in vetrina. Per quanto riguarda la conversazione, diciamolo: i giapponesi che hanno studiato l'inglese sono tanti, quelli che lo parlano in modo comprensibile sono pochi. Pero' se si chiede aiuto ad un giapponese si e' sicuri che questo si fara' in quattro, pur di non dover ammettere di non essere in grado di esserci utile o di non conoscere l'informazione richiesta: quindi forse non sapra' spiegarvi la strada in inglese, ma se gli e' possibile vi accompagnera' personalmente.

Credo che l'importante sia partire preparati. Procuratevi una guida (magari la Lonely Planet), informatevi un po' sulla cultura, pianificate un po' il tragitto e i luoghi che volete visitare: Internet e' una miniera, sfruttatela. E poi partite fiduciosi: il Giappone vi incantera', ne sono certa. Visitarlo tutto in una sola volta forse e' un po' difficile: se volete sperimentare una moderna metropoli che ancora nasconde aspetti tradizionali venite a Tokyo (da cui si possono raggiungere varie localita' interessanti), se vi attirano i templi e la magia della natura recatevi a Kyoto e Nara in primavera o in autunno, se preferite paesaggi piu' incontaminati e un Giappone diverso dagli stereotipi dirigetevi nel Nord dell'Hokkaido, se volete la versione balneare e tropicale provate l'isola di Okinawa, se e' la storia che vi richiama qui la vostra meta e' senza dubbio Hiroshima.
Ho cercato di riassumere un po' quello che poteva esservi utile: ci sarebbe da scrivere per ore, ma spero di avervi dato un quadro generale. Se siete concretamente interessati, posso rispondere piu' in dettaglio alle vostre domande e curiosita': scrivetele pure nei commenti e mi mettero' in contatto con voi.





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