Giovedi, con il mido...

scritto da tafia il 27/04/2004,27/04/2004 22:43

Giovedi, con il midori no hi (giorno del verde), inizia la golden week, ovvero una settimana in cui si susseguono varie festivita' e che permette ai Giapponesi di tirare un po' il fiato e fare un viaggetto all'estero, tornare al paese di origine o semplicemente godersi una Tokyo un po' meno affollata.
Aprofittando dell'occasione, verranno a trovarmi i miei genitori. Per una decina di giorni quindi mi trasformero' in una guida turistica e non potro' aggiornare il blog. Non disperate, perche' vi lascio...i compiti per casa!

Immagino che alcuni di voi abbiano domande o curiosita' riguardanti il Giappone. Nonostante non sia ne' un'enciclopedia vivente ne' l'autorita' massima in nippologia, magari potrei essere in grado di rispondere a qualche vostro quesito. Quindi in questi 10 giorni mandatemi (chi puo' via messaggi privati di Splinder, gli altri scrivano pure nei commenti) i vostri interrogativi: li esaminero', scegliero' i piu' frequenti o interessanti e cerchero' di dare delle risposte. Secondo me ne risultera' qualcosa di interessante!

Ci sentiamo presto!Mata ne!


categoria:
commenti: commenti (25)(popup) | commenti (25)

Da quando e' iniziat...

scritto da tafia il 24/04/2004,24/04/2004 20:40
Da quando e' iniziato il nuovo semestre, tre giorni alla settimana prendo il treno verso le 7.30 del mattino. Il che significa in piena rasshu awaa (dall'inglese rush hour). La rasshu e' un'esperienza che va assolutamente fatta per capire qualcosa di piu' della quotidianita' giapponese. Ma una volta basta e avanza: perseverare e' masochismo puro. O stretta necessita', come nel caso mio e della maggior parte dei giapponesi che salgono su quei treni con me.
I treni diventano come la borsa di Mary Poppins: capienza illimitata. Tu aspetti in fila al tuo binario e arriva un treno gia' pieno. E non intendo con i posti tutti occupati, intendo pieno nel senso che tutto lo spazio della carrozza e' riempito. Con somma incredulita' (all'inizio) o rassegnazione, segui la processione ed entri nella carrozza. Miracolosamente si libera dello spazio vitale minimo per permetterti di stare in piedi e un anello per aggrapparti. Schiacciata dall'umanita' pendolare che sembra invece a suo agio -e riesce perfino a leggere, scrivere messaggini al cellulare, truccarsi- iniziano una serie di riflessioni sul senso della vita, del lavoro, dello svegliarsi alle 6.30 per subire tale tortura. Il tutto per trattenere le imprecazioni e gli scleri nevrotici che verrebbero piu' spontanei. Finche' si arriva alla stazione successiva. Dove sta aspettando al binario una fila kilometrica. Ma come?! Fermi un attimo: il treno era gia pieno, io sono salita per miracolo...dove cavolo la mettiamo tutta sta genteeee?! Ma le gente in questione sta gia salendo, senza che ovviamente nessuno sia sceso, perche' il 95% della popolazione pendolare va a Tokyo. Sale e per leggi irrispettose della fisica riesce a starci. Il tuo spazio vitale si riduce ulteriormente, sfidi la gravita' e l'equilibrio, ti incastri tra le gambe del fortunato che sta dormendo seduto di fronte a te, oscilli pericolosamente rischiando di travolgerlo ad ogni curva. Ti guardi intorno. Sei spesso l'unica macchia colorata tra completi da lavoro grigi-neri-blu o divise scolastiche che fanno questo tutti i giorni. Per anni.
Io lo faccio da due settimane. All'inizio lo trovavo disumano e credevo di non sopravvivere. Ma piano piano mi sto abituando. Riesco perfino ad estrarre le cuffie del walkman e cercare di estraniarmi con la musica per non ricordare la mia condizione, tanto ci pensano gia i crampi ai piedi e il formicolio al braccio.

categoria:
commenti: commenti (17)(popup) | commenti (17)

Riflettevo oggi su d...

scritto da tafia il 20/04/2004,20/04/2004 22:50
Riflettevo oggi su dei dati di fatto.
Premetto, scanso equivoci e risse nei commenti, che ovviamente nessuno merita di essere preso in ostaggio e ancor piu' di essere barbaramente ucciso come e' successo all'italiano Quatrocchi.
Ma tornando ai dati di fatto. I tre ostaggi giapponesi erano in Iraq per conto di ONG e comunque come volontari per aiutare la popolazione locale. Gli ostaggi giapponesi erano in Iraq attirati, presumo, da stipendi altissimi e si dedicavano ad attivita' dallo scenario non ben chiaro, ufficialmente guardie private ma ho sentito nominare a riguardo la parola "mercenari".
Uno degli ostaggi italiani e' stato ucciso e, er la gioia degli avvoltoi della stampa, ha pronunciato prima di morire una frase da prima pagina. I tre volontari giapponesi sono tornati in patria sani e salvi, ma qui sono diventati bersaglio di pesanti critiche, accusati di essere egoisti (avendo espresso il desiderio di continuare la loro attivita' in Iraq), di aver costretto lo stato a ingenti spese pesando sulle tasse dei cittadini, di aver recato grave disturbo al paese e al sonno del Primo Ministro Koizumi.
Riflettevo sull'uso del termine eroe...



categoria:
commenti: commenti (15)(popup) | commenti (15)

Noto che la mia appa...

scritto da tafia il 20/04/2004,20/04/2004 22:30
Noto che la mia apparizione in TV ha riscosso taaaaaanti commentini: eh, il fascino della fama...
Ad ogni modo: sono sopravvissuta alle 3 ore consecutive di registrazione e soprattutto, nonostante l'agitazione, sono riuscita a pronunciare qualcosa che aveva un senso logico-grammaticale. Purtroppo, il contenuto che avevo preparato con il direttore della trasmissione si e' rivelato un po' fuori luogo. La mia opinione, infatti, si basava sul fatto che le balene fossero diminuite e in pericolo di estinzione, ovvero la situazione che mi era stata presentata quando mi era stato chiesto un parere e nei vari siti da cui avevo tratto informazioni. Peccato che in trasmissione l'argomento sia stato introdotto in maniera ben diversa, dicendo che le balene sono recentemente aumentate e solo poche specie sarebbero in pericolo d'estinzione. Ora, io non ho gli elementi per giudicare e soprattutto quella sera non potevo cambiare all'improvviso il mio discorso, quindi ho detto quello che avevo preparato anche se non era del tutto pertinente.
E' stata comunque un'esperienza interessante poter vedere lo svolgimento di una trasmissione dall'interno . Un po' meno vedere com'e' rotonda la mia facciotta ripresa dalle telecamere.
Il programma "Debate Hour" andra' in onda domenica dalle 22.00 (ora giapponese, cioe' le 3 del pomeriggio in Italia) sul canale satellitare BS1 della NHK. Non so se si riesca a prendere in Italia: se qualcuno di voi puo' vederlo e registrarlo me lo faccia sapere.


categoria:
commenti: commenti (3)(popup) | commenti (3)

In Giappone, special...

scritto da tafia il 16/04/2004,16/04/2004 23:33
In Giappone, specialmente in una metropoli come Tokyo, le cose capitano. Senza che tu te le vada a cercare: per una serie di casuali coincidenze, capitano.
Come capita che io domani alle 17 debba presentarmi alla NHK (l'emittente televisiva nazionale) in qualita' di pubblico di una trasmissione. E non solo pubblico applaudente, ma pubblico parlante. Faro' un intervento di ben un minuto riguardo...alle balene. Si, le balene. Si tratta infatti di una trasmissione-dibattito sul consumo di pesce in Giappone, sulla pesca eccessiva dei tonni e sulla caccia alle balene.
Ora so che chi di voi mi conosce si chiedera' da quando mi occupo anche di questi temi. Ebbene si, me ne occupo...da quando mi hanno detto che cercavano per quella trasmissione un giovane europeo che fosse interessato alla problematica della caccia alle balene. Scherzi a parte, forse non avevo mai approfondito la questione, ma una mia opinione di base l'ho sempre avuta ed e' stata anche una buona occasione per informarmi a riguardo. Ho scritto al coordinatore del programma il mio punto di vista in giapponese, lui si e' congratulato e ha organizzato un incontro tra me, lui e la conduttrice. Evidentemente anche la conduttrice ha gradito perche' domani faro' il mio breve monologo in giapponese contro la caccia alle balene. Purtroppo, in un minuto non si riesce a fare un discorso molto articolato -soprattutto in una lingua che non e' la tua- e il mio "temino" iniziale e' stato pure un po' modificato a loro piacimento, quindi non esprimero' chissa' quali verita'...anzi, sono frasi piuttosto elementari. Ma forse e' meglio cosi...e' gia tanto se domani riusciro' ad aprire bocca e mettere insieme una frase che abbia un senso. Mi agito solo al pensiero...

categoria:
commenti: commenti (31)(popup) | commenti (31)

Da giorni cercavo di...

scritto da tafia il 15/04/2004,15/04/2004 21:22
Da giorni cercavo di seguire, nei limiti del possibile, le informazioni riguardo agli ostaggi giapponesi in Irak. Un articolo di quotidiano a tale riguardo era diventato anche argomento di lezione. Ieri ho intravisto Lilli Gruber inquadrata per caso al TG e mi e' scappato un sorriso, spentosi dopo aver capito di che cosa si trattava. Poi oggi la notizia della morte di uno degli ostaggi. E le interviste agli italiani sottotitolate in giapponese al telegiornale.
Non credo di avere commenti. Mi chiedo solo se il sorridente micromondo del mio corso all'universita'-Italiani, Americani, Indonesiani, Egiziani, Israeliani, Vietnamiti, Cinesi, Coreani, Tailandesi, Francesi, Tedeschi, Australiani...-sia solo un'oasi utopica.
categoria:
commenti: commenti (6)(popup) | commenti (6)

Oggi e' Pasqua! Qui...

scritto da tafia il 11/04/2004,11/04/2004 15:46

Oggi e' Pasqua!

Qui in Giappone la Pasqua non si festeggia: forse perche' poco commercialmente sfruttabile, non e' stata adottata e rimaneggiata ad uso consumistico come invece hanno fatto con il Natale.
Quindi niente coniglietti, pulcini, colombe e soprattutto...niente uova di cioccolato.Stamattina mi sono alzata e ovviamente nessuno qui in casa mi ha fatto gli auguri. Da sola, sono andata a messa alla chiesa cattolica di Kamakura, ma e' stato strano non poter stringere nessuna mano conosciuta. Mi rifaro' stasera con i miei amici italiani, con i quali ho in programma una lauta cena festaiola.
Riflettevo sul quanto "sentiamo" le festivita' perche' ci vengono continuamente evocate dall'atmosfera che ci circonda e quanto invece le "sentiamo" nella nostra interiorita', per motivi di fede o tradizione. Vi diro' la verita', nei giorni precedenti e anche oggi devo ripeterlo piu' volte a me stessa, che e' Pasqua, altrimenti sembra un giorno qualsiasi...Un bellissimo giorno di primavera, pero'...con il sole caldo che si puo' uscire senza giacca e con la gonna senza calze. E allora sono sicura che anche i giapponesi, ignari della Pasqua, almeno per un attimo abbiano pensato al miracolo della vita che ogni anno risorge...
Ed e' da questa primavera rigogliosa e profumata di fiori che faccio a tutti voi i miei piu' cari auguri di BUONA PASQUA




categoria:
commenti: commenti (18)(popup) | commenti (18)

Oggi sono stata al m...

scritto da tafia il 09/04/2004,09/04/2004 21:46

Oggi sono stata al mare.

La mia filosofia personale mi impediva di stare chiusa in casa in una tiepida giornata di sole primaverile, cosi sono stata costretta (...) a salire su una monorotaia che in 13 minuti mi ha portato a Enoshima, su consiglio della mia gentile famiglia ospitante. Ho capito quanto fosse un buon consiglio gia dal momento in cui sono scesa dal treno e in t-shirt ho iniziato a zompettare per le quiete stradine di Enoshima, ma ancora di piu' quando ho visto il mare.
Ora, io sono una ragazza di montagna, ma forse proprio perche' i monti li ho sempre visti ogni giorno dalla finestra, mi incanta l'orizzonte senza fine del mare, lo sciacquio delle onde. Certo, il mare di oggi non era sicuramente tra i piu' belli e sicuramente nemmeno il paesaggio poteva competere con quelli che abbiamo in Italia, ma sara' che non avevo aspettative...sara' l'abitudine al background affollato e metropolitano di Tokyo...sara' che quando si inizia a poter girare senza giacca per me e' una gioia a prescindere...sara'...sara'...fatto sta che sono rimasta incantata. E ho passeggiato sulla spiaggia quasi deserta, sfiorata dalle ombre dei falchetti che sopra di me si lasciavano trasportare dal vento (ma sappiate che la cosa non e' cosi poetica perche' in realta' non si fanno alcuno scrupolo ad attaccarti se hai con te del cibo...). Ho raccolto qualche conchiglia. Ho fatto qualche foto. Poi ho attraversato il ponte che porta all'isolotto di Enoshima, un cuore di verde costellato da templi inerpicati su scalinate di pietra (spoetizzo di nuovo: ci hanno costruito anche le scale mobili...).
Mi hanno detto che tra un paio di mesi Enoshima sara' invasa dai turisti. Ci tornero' sicuramente per un bagno in mare o per un picnic in spiaggia con gli amici, ma sono contenta di averla potuta scoprire oggi in solitaria, in questo preannuncio di estate.



categoria:
commenti: commenti (11)(popup) | commenti (11)

Qui in Giappone l'an...

scritto da tafia il 07/04/2004,07/04/2004 21:19

Qui in Giappone l'anno scolastico inizia in Aprile e non a Settembre come in Italia. Quindi ora e' tempo di cerimonie di inizio anno, evento che viene preso molto seriamente, non e' semplicemente un'ammassarsi di studenti in aula magna, saluto del preside totalmente ignorato, ritorno sbuffante in classe. No, qui l'entrata in una nuova scuola, siano le elementari o l'universita', e' un momento fondamentale. Perche' spesso per poter entrare in quella scuola si e' dovuto faticare mesi e mesi sui libri. Il sistema scolastico giapponese, infatti, e' opposto a quello italiano. Nelle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, c'e' un esame iniziale di ammissione, la cui difficolta' cambia a seconda della scuola in questione. In Giappone esiste infatti una sorta di graduatoria di prestigio, soprattutto a livello di scuole superiori e universita'.
Essere ammessi ad una scuola media di prestigio significa spesso avere piu' possibilita' di entrare in un liceo di prestigio e di conseguenza essere ammessi ad un'universita' tra le piu' famose. A volte questa catena parte addirittura dalle elementari. L'obiettivo principale degli studenti giapponesi, quindi, non e' tanto ottenere dei bei voti durante l'anno ma prepararsi per gli esami di ammissione della scuola di grado successivo. Tale preparazione si svolge non solo a scuola, ma soprattutto nei juku, ovvero le scuole private pomeridiane di preparazione agli esami di ammissione. Ne consegue che lo studente giapponese va a scuola fino al pomeriggio, spesso e volentieri partecipa alle attivita' dei club scolastici (sportivi o culturali) pena l'esclusione dalla sfera sociale dei coetanei, frequenta il juku, torna a casa, cena, fa i compiti fino a tardi. Risultato: stress, ore di sonno insufficienti, comunicazione genitori-figli pressoche' assente, conoscenze reali acquisite poche (lo studio e' pressoche mnemonico essendo gli esami a risposta multipla).


Datesi queste premesse, una volta entrati nell'universita' prescelta, non avendo piu' ulteriori esami di ammissione, ci si gode la vita spensierata da studente prima dell'entrata definitiva nel mondo del lavoro, quando si abbandondera' pressoche' ogni speranza di relax, riposo, divertimento. Certo, qualcosa bisogna pur studiare, ma gli esami durante il percorso non sono paragonabili a quelli dell'universita italiana, spesso si tratta di consegnare delle tesine o presentare qualche argomento prescelto. Insomma, un carico di lavoro limitato. E tanto tempo da dedicare al arubaito (dal tedesco arbeit, indica il lavoro part-time), al divertimento e soprattutto ai saakuru (circolo, club).
Il saakuru e' elemento imprescindibile della vita universitaria giapponese. Sono associazioni studentesche autogestite, che coprono campi disparati, dai vari sport, al fumetto, alla letteratura. Ogni passione, ogni interesse puo' dare vita ad un saakuru. (giorni fa mi e' giunta voce di un presunto saakuru sui pom...ehm...sulla fell#tio...che pare sia anche il nome del club...io spero vivamente sia una leggenda metropolitana, anche se pare che figurasse su una lista scritta..) Ovviamente ne esistono di ufficiali e non-ufficiali (tra cui spero quello che ho citato in precedenza), di prestigiosi e meno prestigiosi, di tradizionali o di recenti. E tutti fanno a gara ad avere un alto numero di membri (e cui per favore eviterei battute e doppi sensi riguardo al club citato in precedenza: questo e' un blog serio e culturale! ho citato quell'esempio solo con scopi antropologici!).
In questi giorni, infatti, per le vie del campus di Waseda si vedono i soci dei saakuru, spesso con le divise o magliette della loro associazione, armati di cartelloni e depliant esplicativi, che cercano di reclutare nuove leve tra gli studenti appena arrivati. Ora, il fatto che siano autogestiti da giovani studenti potrebbe darvi l'idea di associazioni molto informali, dedite piu' che altro allo spasso, una cosa un po' "alla buona", insomma. Niente di piu' sbagliato: sono organizzatissimi, si autodisciplinano e sopratutto hanno una gerarchia interna che sfiora il nonnismo da naja. L'eta' e' potere e l'ultimo arrivato sta agli ordini. Ed e' orgoglioso di farlo e di avere anche solo l'onore di far parte di quel saakuru. Un amico francese e' entrato in un saakuru di pallavolo e per i primi tempi ha solo raccolto i palloni al grido di "Straniero! La palla!". Entrare in una di queste associazioni significa essere intrappolato in una rete di impegni e obblighi che non si possono rifiutare: ti sommergono di email, appuntamenti, incarichi vari.
Certo, si divertono pure. Ed e' sicuramente un modo che, bene o male, aiuta la socializzazione. Spesso e volentieri fanno dei nomikai, sinonimo di serata alcolica. E da ubriachi forse si dimenticano un po' della gerarchia. Anche se e' capitato che studenti del primo anno finissero in coma etilico perche' costretti dai senpai (studenti piu' grandi) a bere tutto d'un fiato.






categoria:
commenti: commenti (16)(popup) | commenti (16)

Post breve e frettol...

scritto da tafia il 06/04/2004,06/04/2004 09:33
Post breve e frettoloso prima di prepararmi e uscire.
Sono ancora viva. Prima ho avuto dei problemi con la connessione, poi sono stata fuori per il weekend, impegnata in festeggiamenti e addii vari. Stamattina ho l'orientamento per il nuovo semestre di corsi: dalla prossima settimana ricominciano le lezione e quindi la mia vita da pendolare Oofuna-Tokyo. Anche se saro' impegnata tutti i giorni, prometto che mi impegnero' a postare con una certa frequenza!
Il terremoto l'ho sentito: ero a letto e mi ha svegliato. Mi sono rigirata tra le coperte e ho ripreso a dormire. Non pensavo fosse cosi forte da meritare menzione anche all'estero: forse si e' sentito di piu' a Tokyo...

categoria:
commenti: commenti (8)(popup) | commenti (8)