Itadakimasu

scritto da tafia il 27/06/2004,27/06/2004 12:41
Post a sfondo culinario, in onore delle mie tante blog-amiche appassionate di cucina.

Giovedi sera io, Elisa e Fracce siamo state invitate a cena dalla mia cara amica Yukari. 35 anni, dolcissima, ipergentile, studia italiano da diversi anni e lo parla discretamente bene. Vive al 12 piano di un palazzone con vista sul fiume Sumida, nello shitamachi di Tokyo. Il marito, timidissimo, si e' eclissato all'arrivo di 3 schiamazzanti giovani italiane (si, qui in Giappone risultiamo inevitabilmente rumorosi...).
Yukari, da perfetta giovane casalinga giapponese, sa cucinare benissimo e con stile. Ha fatto uno di quei corsi di cucina prematrimoniali di cui vi ho parlato in un post precedente.
Il menu di venerdi era il seguente.
Soomen (noodles bianchi e sottilissimi, che dopo la cottura vengono sciacquati con acqua fredda e serviti con ghiaccio, si mangiano intingendoli in una salsa apposita; tipico piatto estivo) accompagnati da sottili striscioline di uovo e cetrioli a rondelle.-vedi foto
Harumaki (involtini primavera) in una versione particolare allungata, con ripieno di carne macinata e un tipo di conchiglia (Yukari l'ha definita "pettine di mare", io non me ne intendo...)-vedi foto
Cavolo ripieno di carne macinata e gamberetti, in brodo.
Pollo freddo in salsa di umeboshi (prugne sotto sale) e sake dolce
Dessert: gelatina di zucchero nero all'anice, con azuki (fagioli rossi dolci)
Tutto semplicemente squisito. Come le chiacchiere e le risate poliglotte che hanno accompagnato la serata.









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Tsukareta

scritto da tafia il 21/06/2004,21/06/2004 22:47

No, non sono sparita. E nemmeno mi ha trascinata via dal tifone che da qualche giorno si e' avvicinato al Giappone, portando vento e pioggia. E' che si inizia ad essere stanchi, qui. Non stanchi di stare qui, ma proprio stanchi stanchi, fisicamente e psicologicamente. Ho sempre meno energie, arrivo a fine giornata distrutta e sono diventata occhokochoi (parola carina, ma significa sbadato...) a livelli imbarazzanti. Segni inconfutabili di tutto questo: ho poca fame a pranzo (e io per mia natura ho fame costantemente...) e alla lezione di "composizione scritta" la settimana scorsa non sono riuscita ad andare oltre le 5 misere righe in un'ora. Blocco totale della sintassi nipponica: non mi usciva una frase manco a cercarla parola per parola sul dizionario elettronico. Veramente frustrante.
E' che ho passato questi 9 mesi a ritmi inconsueti, per me. Una corsa continua a fare il piu' possibile, vedere il piu' possibile, andare in piu' posti possibili, comprare il piu' possibile, imparare il piu' possibile. Ma ora si respira aria di ritorno. E la stanchezza viene fuori. Insieme all'ansia sul "come sara'". 
 



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Vintage

scritto da tafia il 14/06/2004,14/06/2004 23:22
Dicevo di Daikanyama, ieri...
E' stata una piacevole sorpresa. Niente a che vedere con gli assordanti quartieri commerciali a cui Tokyo mi ha abituato (e che comunque hanno per me una certa attrattiva, non lo nascondo...): niente commessi schiamazzanti irasshaimaseee(=benvenuto) ad ogni avvicinarsi di potenziale cliente, niente altoparlanti risuonanti del pop piu' commerciale che va a confondersi con il caos di suoni provenienti dalle sale giochi. Ad una sola stazione da tutto questo, Daikanyama e' un raro quartiere da passeggio. Niente palazzoni, niente depaato multipiano. Solo svariati negozietti dalla personalita' originale: pare un quartiere uscito fuori da una rivista. Un misto di chic&kitch, apparentemente gradito dalla gioventu' locale, decisamente piu' del lusso smodato di Ginza e Omotesando.
Lo ammetto, dal punto di vista economico e' fuori dalla mia portata. Ma e' stato bello perdersi per un po' tra quelle stradine e fingere di poter veramente scegliere tra tutte quelle meraviglie esposte. E se avessi una casa, credo svaligerei questo coloratissimo vintage shop. Ci ho lasciato il cuore. E 280 yen per le mutande a stelline.

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Patria, sciarpine e mutande!

scritto da tafia il 13/06/2004,13/06/2004 23:49

Quando sei in cabina e giochi la schedina
Ricordati che sei colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina?
Scegli attentamente il tuo prossimo problema.
Rap-Lamento, Frankie Hi Energy

Oggi in Italia si vota. Non essendo dotata del teletrasporto ne' del dono dell'ubiquita', io non posso esprimere le mie preferenze.
Mi raccomando, fatelo voi...e fatelo bene.

Io non dovendo votare me ne sono andata a fare shopping e, grazie alla mia amica Aiko, ho scoperto il delizioso quartiere di Daikanyama, una sola stazione di distanza dalla caotica Shibuya ma un'atmosfera del tutto diversa. Delizioso quanto caro, purtroppo...Ma mi sono concessa una sciarpina leggera hippy-style e un paio di slippini stile vintage con le stelline!







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Piccole assassine crescono

scritto da tafia il 09/06/2004,09/06/2004 23:23
"Sacchan, dovunque tu sia, divertiti."
Cosi scrive un padre in una lettera alla figlia di 11 anni appena scomparsa.
Sacchan e' stata uccisa da una sua compagna di scuola, sesto anno delle elementari. Omicidio premeditato: l'ha condotta in un'aula vuota e le ha tagliato la gola con un taglierino. Pare che all'origine del gesto siano degli insulti che Sacchan ha rivolto all'amica, scrivendoli sul suo sito Internet. E che la molla sia scattata con la visione di "Battle Royale", film violento vietato ai ragazzini della sua eta', in cui degli studenti si ammazzano l'un l'altro in una sorta di gara spietata. 
Ed ora si sprecano i soliti attacchi alla pericolosita' di Internet. Ho come l'idea che si cerchino (e questo vale non solo per il Giappone)dei capri espiatori per non adossarci la responsabilita' di una societa' che va spesso in direzioni inquietanti. Attribuiamo una sorta di personalita', di volonta' propria, di capacita' di agire e influire a entita' di per se' inanimate come i computer, i cellulari, Internet. Li demonizziamo per esorcizzare le nostre paure. Dimenticandoci che non sono altro che mezzi. Mezzi la cui creazione e il cui uso sono completamente nelle mani dell'uomo. Il computer, Internet, i cellulari, le email sono tanto come il microonde, il frigorifero, la lavatrice. Se non so cucinare non e' colpa del microonde. E' colpa mia che non voglio imparare a cucinare e preferisco usare il microonde. Al massimo, se voglio ampliare il discorso, posso attribuire delle responsabilita' ad una societa' dove ormai sono necessari determinati ritmi di lavoro che mi costringono a ridurre il tempo per cucinare e quindi a usare il microonde. Il microonde e' innocente. Come lo e' Internet.
Dietro a Internet ci siamo noi. Noi e i motivi che ci hanno spinto a idearlo. Noi e i motivi che ci spingono a usarlo in modi diversi.
Dietro a Internet ci sono i giapponesi e la loro societa'. Le loro scuole. I loro rapporti genitori e figli. I pensieri di ragazzine alla soglia della puberta'.
Sacchan avrebbe potuto scrivere quegli insulti su un foglio. Avremmo incolpato il foglio? O forse il taglierino?





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Diario della gita

scritto da tafia il 05/06/2004,05/06/2004 21:33

E' passata ormai una settimana dal viaggio a Nagano: dopo 3 giorni rigeneranti in mezzo alla natura, sono tornata al tran-tran metropolitano. Ma e' ancora fresco il ricordo dei sorrisi dei bambini e dello stupendo paesaggio.
Il programma della gita era questo.
Venerdi
6.30 partenza da Tokyo
11.00 visita al tempio Zenkoji di Nagano
13.15 visita alla scuola elementare di Oookamura
16.00 bagno alle terme di Oookamura
17.00 passeggiata con i bambini fino all'Oookamura Gakuen
18.30 cena con i bambini al Gakuen
20.00 spettacolo di musica e danza tradizionale messo in scena dai bambini del Gakuen

I templi sono tra i miei luoghi preferiti, in Giappone. Grandi o piccoli, nel centro di Tokyo o tra i boschi, appena ne varchi la soglia ti sembra di entrare in un altra dimensione. Emanano serenita', fascino, quel pizzico di mistero e una sensazione di legame con il passato. Non riesco a smettere di scattare foto, nei templi. Lo Zenkoji e' una delle costruzioni lignee piu' grandi del Giappone. La parte piu' interessante e' stata scendere in un tunnel completamente buio, dove non vedevi nulla ma proprio nulla, avanzare tastando le pareti di fianco fino ad arrivare ad una chiave che, si dice, porterebbe direttamente al paradiso.
Ecco, fino al tempio la gita sembrava una normale gita. Poi l'incontro con i bambini dell'Oookamura Gakuen. Sono una ventina di bambini da tutto il Giappone che, seguiti da responsabili e volontari, vivono per un anno lontani dalle loro famiglie, frequentando la scuola elementare e media locale e facendo esperienze che in citta' sarebbero impossibili. Inizialmente perplessa di fronte alla separazione dai genitori in cosi piccola eta', ho dovuto poi ricredermi. Forse per la prima volta in Giappone, ho incontrato dei bambini veramente bambini. Allegri, spensierati, vivaci. Non i bambini tristi in divise di stampo militare che salgono in treno a Tokyo...il visetto rassegnato alla dura competizione scolastica che inizia sin dalle elementari. No, questi erano bambini con le magliette sporche. Bambini che raccoglievano i bruchi. Bambini che sapevano tante cose su quella natura che li circondava ed erano ansiosi di insegnarcele.
La sera ci hanno proposto un bellissimo spettacolo: danzavano e suonavano i taiko con incredibile energia, sincronia, passione. Sembravano aver assorbito secoli di tradizione. E con lo stesso entusiasmo hanno cercato di insegnarci un ritmo...sutton sutton sutton...La stanza rimbombava del gioioso scambio di culture.

Sabato
7.00 sveglia
8.30 passeggiata
9.00 lezione di ceramica
12.00 pranzo con i bambini
13.30 piantagione del riso
16.30 pernottamento presso una famiglia contadina

Per la ceramica sono negata. Portero' a casa la mia presunta tazza da te' spacciandola per un reperto primitivo dell'era Jomon.
In compenso sono una brava mondina. Mi sono sentita decisamente portata a immergermi nel fango fino alle ginocchia, tra girini e insetti sospetti, e piantare le delicate piantine di riso all'allegro grido di "nae ga nai" quando ti finivano i germogli. Poi tutti a sciacquarsi nel torrente e via a piedi scalzi fino al Gakuen, facendo il surf lungo le canalette ai bordi della strada. Si, tento di fare la giovane donna metropolitana a Tokyo, ma in realta' sono una bambina montanara e campagnola. Le radici non si possono nascondere...
Dopo un bagno schiamazzante con le bambine, tutte a tirarci acqua addosso, ci siamo trasferiti nelle rispettive famiglie ospitanti. Io, Elisa, l'americana Kat e una ragazza cinese siamo state assegnate ad una coppia anziana con una casa grandissima, vecchissima, disordinatissima, sporchissima. In cui pero' mi sono sentita a mio agio, soprattutto grazie alla gentilezza della coppia. L'anziana signora che faceva gli udon a mano e il marito che aveva messo a raffreddare bottiglie e bottiglie di birra e sake e ci dimostrava tutto il suo benvenuto cercando di farci ubriacare. Una tappa nel bagno senza scarico (praticamente un buco profoooooondo)e poi tutte a dormire nei futon, vegliate da una foto incorniciata del precedente imperatore e dal rumore dei topi al piano di sopra. E il mattino dopo lo splendido paesaggio delle risaie fatte brillare dal sole.

Domenica
9.30 ritorno al Gakuen
10.00 preparazione dei soba (sorta di spaghetti fatti con un tipo speciale di farina)
12.00 pranzo con i soba
13.00 partenza dal Gakuen
14.00 visita al castello di Matsumoto
20.00 ritorno a Tokyo

Lo ammetto, ho mollato una lacrimuccia (forse piu' di una) alla partenza. Mentre i bambini ci salutavano suonando il taiko e accompagnandolo con le loro voci. Mentre vedevo Ryoko che correva dietro all'autobus salutandoci con la mano. Ryoko, lei, la bambina della risaia. 9 anni, la pelle bruciata dal sole, il codino dietro. Buona vita, Ryoko...Non dimenticare mai la meravigliosa bambina che sei stata.

PS ho aggiunto altre foto all'album

 




























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Foto gita

scritto da tafia il 04/06/2004,04/06/2004 00:23

In attesa del racconto, godetevi una decina di foto nell'album Gita a Nagano-ken.
E se proprio non avete di meglio da fare, ci sono anche foto fatte in Umbria l'estate scorsa.

PS ovvio che nel caso vogliate usare in qualche modo le foto, gradirei che me lo faceste sapere


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scritto da tafia il 02/06/2004,02/06/2004 17:51
Sono tornata dalle montagne...ma ad aspettarmi c'era un'altra montagna: quella dei compiti arretrati! Appena mi metto in pari, vi racconto della mia stupenda gita tra bimbi e risaie!
(qualcuno mi sa dire come faccio a ridimensionare le immagini mantenendo le stesse proporzioni quando le inserisco qui?)
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