E' passata ormai una settimana dal viaggio a Nagano: dopo 3 giorni rigeneranti in mezzo alla natura, sono tornata al tran-tran metropolitano. Ma e' ancora fresco il ricordo dei sorrisi dei bambini e dello stupendo paesaggio.
Il programma della gita era questo.
Venerdi
6.30 partenza da Tokyo
11.00 visita al tempio Zenkoji di Nagano
13.15 visita alla scuola elementare di Oookamura
16.00 bagno alle terme di Oookamura
17.00 passeggiata con i bambini fino all'Oookamura Gakuen
18.30 cena con i bambini al Gakuen
20.00 spettacolo di musica e danza tradizionale messo in scena dai bambini del Gakuen
I templi sono tra i miei luoghi preferiti, in Giappone. Grandi o piccoli, nel centro di Tokyo o tra i boschi, appena ne varchi la soglia ti sembra di entrare in un altra dimensione. Emanano serenita', fascino, quel pizzico di mistero e una sensazione di legame con il passato. Non riesco a smettere di scattare foto, nei templi. Lo Zenkoji e' una delle costruzioni lignee piu' grandi del Giappone. La parte piu' interessante e' stata scendere in un tunnel completamente buio, dove non vedevi nulla ma proprio nulla, avanzare tastando le pareti di fianco fino ad arrivare ad una chiave che, si dice, porterebbe direttamente al paradiso.
Ecco, fino al tempio la gita sembrava una normale gita. Poi l'incontro con i bambini dell'Oookamura Gakuen. Sono una ventina di bambini da tutto il Giappone che, seguiti da responsabili e volontari, vivono per un anno lontani dalle loro famiglie, frequentando la scuola elementare e media locale e facendo esperienze che in citta' sarebbero impossibili. Inizialmente perplessa di fronte alla separazione dai genitori in cosi piccola eta', ho dovuto poi ricredermi. Forse per la prima volta in Giappone, ho incontrato dei bambini veramente bambini. Allegri, spensierati, vivaci. Non i bambini tristi in divise di stampo militare che salgono in treno a Tokyo...il visetto rassegnato alla dura competizione scolastica che inizia sin dalle elementari. No, questi erano bambini con le magliette sporche. Bambini che raccoglievano i bruchi. Bambini che sapevano tante cose su quella natura che li circondava ed erano ansiosi di insegnarcele.
La sera ci hanno proposto un bellissimo spettacolo: danzavano e suonavano i taiko con incredibile energia, sincronia, passione. Sembravano aver assorbito secoli di tradizione. E con lo stesso entusiasmo hanno cercato di insegnarci un ritmo...sutton sutton sutton...La stanza rimbombava del gioioso scambio di culture.
Sabato
7.00 sveglia
8.30 passeggiata
9.00 lezione di ceramica
12.00 pranzo con i bambini
13.30 piantagione del riso
16.30 pernottamento presso una famiglia contadina
Per la ceramica sono negata. Portero' a casa la mia presunta tazza da te' spacciandola per un reperto primitivo dell'era Jomon.
In compenso sono una brava mondina. Mi sono sentita decisamente portata a immergermi nel fango fino alle ginocchia, tra girini e insetti sospetti, e piantare le delicate piantine di riso all'allegro grido di "nae ga nai" quando ti finivano i germogli. Poi tutti a sciacquarsi nel torrente e via a piedi scalzi fino al Gakuen, facendo il surf lungo le canalette ai bordi della strada. Si, tento di fare la giovane donna metropolitana a Tokyo, ma in realta' sono una bambina montanara e campagnola. Le radici non si possono nascondere...
Dopo un bagno schiamazzante con le bambine, tutte a tirarci acqua addosso, ci siamo trasferiti nelle rispettive famiglie ospitanti. Io, Elisa, l'americana Kat e una ragazza cinese siamo state assegnate ad una coppia anziana con una casa grandissima, vecchissima, disordinatissima, sporchissima. In cui pero' mi sono sentita a mio agio, soprattutto grazie alla gentilezza della coppia. L'anziana signora che faceva gli udon a mano e il marito che aveva messo a raffreddare bottiglie e bottiglie di birra e sake e ci dimostrava tutto il suo benvenuto cercando di farci ubriacare. Una tappa nel bagno senza scarico (praticamente un buco profoooooondo)e poi tutte a dormire nei futon, vegliate da una foto incorniciata del precedente imperatore e dal rumore dei topi al piano di sopra. E il mattino dopo lo splendido paesaggio delle risaie fatte brillare dal sole.
Domenica
9.30 ritorno al Gakuen
10.00 preparazione dei soba (sorta di spaghetti fatti con un tipo speciale di farina)
12.00 pranzo con i soba
13.00 partenza dal Gakuen
14.00 visita al castello di Matsumoto
20.00 ritorno a Tokyo
Lo ammetto, ho mollato una lacrimuccia (forse piu' di una) alla partenza. Mentre i bambini ci salutavano suonando il taiko e accompagnandolo con le loro voci. Mentre vedevo Ryoko che correva dietro all'autobus salutandoci con la mano. Ryoko, lei, la bambina della risaia. 9 anni, la pelle bruciata dal sole, il codino dietro. Buona vita, Ryoko...Non dimenticare mai la meravigliosa bambina che sei stata.
PS ho aggiunto altre foto all'album