Conversazione tra miei coetanei, udita in treno un po' di tempo fa

scritto da tafia il 28/11/2004,28/11/2004 14:12

Lui: "Hai sentito di X?"
Lei: "Si, dovrebbe partire tra qualche giorno..."
Lui: "Per la Cina, no?!"
Io: (il discorso si fa interessante...mo' ascolto...)
Lei: "Si."
Lui: "Certo che è coraggiosa..."
Io: (uh...chissà...andrà a studiare? o forse ha scelto di andarci a vivere...o forse sposerà un cinese...)
Lei: "Eh gia..."
Io: (eppure io non mi sentivo poi così coraggiosa...anche se me l'han detto in tanti...)
Lui: "Certo, anch'io andrei, non è che mi farei problemi..."
Io: (per fortuna a noi giovani piace ancora viaggiare e non ci spaventa fare scelte di vita che ci portano anche lontano...)
Lei: "Si beh..."
Lui: "...una settimana capirei, ma cavoli...sta via UN MESE! Bisogna proprio avere coraggio! Un mese è lungo!"
Io: (...)














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(dis)servizi

scritto da tafia il 26/11/2004,26/11/2004 12:42

In Giappone, certo, sono esagerati.
Ti urlano "benvenuto" anche solo se passavi davanti all'entrata del negozio, provocandoti dei sensi di colpa per non essere almeno entrato a meritarti tanta entusiasta accoglienza.
Ti salutano cortesemente appena ti passano di fianco tra gli scaffali, quando tu nemmeno ti eri accorto della loro presenza. Più qualche saluto gridato a caso (o forse hanno degli intervalli di tempo stabiliti), mentre sistemavano la merce sugli scaffali, che non si sa mai che gli sia sfuggito un cliente.
Alla cassa ti accolgono col sorriso, altro saluto, e poi iniziano a scandirti tipo formula magica quello che hai comprato, quanti soldi gli hai dato, quanti te ne danno di resto e "inchinolaringrazioarrivedercitornicortesementeafarcivisitalaprossimavolta".
Uno esce dal negozio tra un coro di saluti e ringraziamenti e si sente un pò Pretty Woman, nella scena in cui torna la seconda volta a fare shopping servita e riverita.
La scena precedente del film, invece, ho spesso occasione di viverla qui, quando vado in un qualsiasi negozio a fare la spesa, o alla posta, o alla biglietteria della stazione.
Ora, non sono la Principessa del Bantù, e neanche Julia Roberts. Quindi non esigo tappeti rossi e stuoli di commessi alla mia mercè. Mi accontenterei del servizio base, proprio il minimo indispensabile. Concludere velocemente le chiacchiere e le discussioni e i pettegolezzi col collega quando vedi che il cliente ha bisogno, guardarlo almeno in faccia, magari dopo averlo salutato, mentre ti spiega di cosa ha bisogno, dargli/dirgli/fare quello di cui ha bisogno (e per cui poi pagherà) non con la faccia di chi scocciatamente ti sta facendo un favore ma con quella di chi sta facendo il lavoro per cui è -bene o male- retribuito, ritirare i soldi accennando un grazie, salutare e solo dopo eventualmente riprendere il discorso con il collega.
Quando si scende sotto questa soglia base, mi sbaglierò ma io la considero maleducazione. Chissà, forse cambierò idea quando inizierò a lavorare, ma mi auguro di no.









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Muji arriva in Italia

scritto da tafia il 23/11/2004,23/11/2004 11:03

 

 

Leggo su "D CASA", inserto de La Repubblica, che MUJI apre un suo store anche a Milano. Nostalgia...MUJI era una delle mie tappe abituali, quando ero in Giappone: ne ho visitati tantissimi, sia quelli a più piani sia i piccoli negozietti come quello nella mia stazione di Oofuna.
MUJI è il marchio di una catena che propone vari prodotti, dagli oggetti per la casa all'abbigliamento, dai dolcetti alla cancelleria, dagli accessori alla biancheria, tutti caratterizzati da uno stile tra il minimal e lo zen. Colori soft, tessuti naturali, linee morbide, design semplice, packaging essenziale. Tutto in linea con lo spirito "no logo" del marchio, composto infatti dai caratteri di "nulla, no, negazione, mancanza" e "segno, simbolo".
Una passeggiata all'interno di MUJI era sempre rilassante, un pò in contrasto con tanti altri chiassosi e colorati grandi magazzini giapponesi (non che quelli non mi piacessero, s'intende, anzi...).
Altro aspetto positivo di MUJI sono anche i prezzi, tutt'altro che proibitivi. Di MUJI mi restano solo 2 penne colorate e un pennarello, e il ricordo di un manichino con un abbinamento gonna-maglia-scarpette di cui mi ero innamorata...ma che non ho mai avuto il coraggio di comprare, perchè se ci uscivo qui in Italia mia avrebbero rispedito sul set di La Casa nella Prateria. E poi, comunque, non avrebbero avuto le scarpe del mio numero...e la maglia sicuramente mi sarebbe stata stretta...




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Ma come facevano i treni in Giappone ad essere puntuali?

scritto da tafia il 18/11/2004,18/11/2004 11:36

Siete stufi della solita quotidianità prevedibile? Volete dare una scossa alla monotona vita di tutti i giorni?Se cercate l'imprevisto, scegliete un viaggio con Trenitalia!
Trenitalia vi garantisce il brivido del rischio fin dal primo istante. Riuscirete a salire in treno col biglietto ed evitare la nuova multa di 25 euro, oppure la macchinetta automatica della vostra stazione sperduta sarà guasta e il rivenditore chiuso, o non farete in tempo a fare la fila agli unici 2 sportelli aperti su 10?! E l'obliteratrice, funzionerà?
Una volta saliti, è garantito per ogni treno di qualsiasi linea e orario il servizio "Sai quando parti ma non sai quando arrivi" e se sei fortunato puoi capitare su un treno comprensivo dell'ulteriore offerta "Non sai nè quando parti nè quando arrivi".
Per gli amanti delle situazioni estreme, è possibile scegliere tra le carrozze "riscaldamento guasto" per gli amanti delle basse temperature o le carrozze "pendolari ammassati" per chi predilige i climi tropicali e lo stretto contatto con la gente.
E per mantenervi in forma, Trenitalia vi offre speciali percorsi fitness che combinano esercizi di step sulle scale dei sottopassaggi e running sui binari, in caso di coincidenze da prendere al volo.
Chi è interessato all'apprendimento di una lingua straniera, può rivolgersi al banco informazioni o alla biglietteria, dove un gentile funzionario non capirà quello che gli state chiedendo e dovrete mettere in pratica tutte le vostre abilità linguistiche per ottenere un'informazione o una prenotazione Eurostar per la destinazione giusta.
Ricordiamo inoltre che tra tutti coloro che scelgono un viaggio Trenitalia, è previsto un sorteggio per l'assegnazione della speciale incognita "sciopero".
Insomma, che aspettate a vivere un pò di avventura?! Scegliete un viaggio Trenitalia!

NB non sono previsti rimborsi per eventuali malattie che insorgano dopo una sosta prolungata in una stazione fredda in attesa di un treno in ritardo di 40 minuti, 35 oltre i 5 indicati sul tabellone (motivo per cui me ne sto a casa con la febbre e la gola in fiamme...).








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Rimpatriata

scritto da tafia il 18/11/2004,18/11/2004 11:34

Chissà cos'avrà pensato la gente di noi due giorni fa a Padova...Un gruppetto eterogeneo di quattro italiani, un giapponese e un italo-giapponese, che nelle loro chiacchiere (e allegri schiamazzi...) mescolavano con disinvoltura l'italiano, il giapponese e varie espressioni ibride.
E' sempre una gioia ritrovarsi con gli amici conosciuti in Giappone, con i quali il giapponese misto all'italiano è diventato una sorta di linguaggio segreto tutto nostro.


categoria:italia
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Il blog anche al lavoro

scritto da tafia il 07/11/2004,07/11/2004 11:39

Il fenomeno blog sta riscuotendo successo anche in Giappone, paese sempre pronto a importare e fare propri i trend dell'occidente.
Rileggevo l'altra sera un numero di AERA (settimanale di attualità del quotidiano Asahi Shinbun), risalente a Luglio scorso.
Un articolo titolava "E' arrivata l'era dei blog" e presentava un uso curioso di questa nuova forma di comunicazione. Pare infatti che la pratica del "diario on-line" sia stata adottata da alcune ditte, che hanno invitato (un invito che non ammette rifiuti, suppongo) i dipendenti, in particolare i nuovi assunti, ad aggiornare quotidianamente un blog. Blog che viene letto tra colleghi ma, soprattutto, che può essere letto dai superiori. E che stimola i dipendenti a tenersi aggiornati sull'attualità, per poter proporre riflessioni interessanti.
"In questo modo, si possono capire ad uno ad uno il carattere e gli interessi dei nuovi assunti.", afferma il presidente di una di queste ditte. "Siccome so di poter essere letto dai superiori, avverto la tensione di dover scrivere bene. Ma in questo modo sono diventato più sensibile alle notizie." commenta un dipendente.Una nuova forma di controllo o una forma di comunicazione più umana all'interno della ditta?




categoria:giappone
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Problemi tecnici...

scritto da tafia il 04/11/2004,04/11/2004 21:15
Ma voi vedete Archivio e Categorie in alto a destra?!
Ho provato vari template con 2 colonne laterali, ma il contenuto di quella di destra mi finisce sempre in foooooondo a quella di sinistra...Qualcuno ha qualche suggerimento per risolvere il problema?!
categoria:varie ed eventuali
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Comunicazione di servizio

scritto da tafia il 02/11/2004,02/11/2004 00:15
OK, c'è stato un periodo di stallo.
Il template della mia vita è decisamente cambiato da qualche mese a questa parte, e farci l'abitudine non è stato facile. Ora cambia anche quello del blog, ci vorrà ancora un pò per le varie modifiche e poi si spera che torni anche l'ispirazione...per i post e per ogni mattina in cui mi alzo.
categoria:varie ed eventuali
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