scritto da tafia il 28/12/2004,28/12/2004 11:11
Sarebbe già abbastanza terribile.
Poi si aggiunge il pensiero di Nicchaya in Tailandia e Andalina in Indonesia, con cui ho passato dei bellissimi momenti in Giappone e le cui ultime notizie sono la mail di Ni che mi augura Buon Natale il 25 e l'invito ad iscrivermi a Friendster che Anda mi ha mandato qualche giorno fa.
Chiedo solo un altro piccolo regalo di Natale in ritardo: due email da parte loro che mi assicurino che stanno bene.
Nell'attesa, ricordo a tutti che dopo un mese di Christmas Card e promozioni varie e tredicesime e mance delle nonne, possiamo permetterci di inviare un paio di Euro con un sms al 48580 (vale per tutte le compagnie di telefonia cellulare), in aiuto delle popolazioni colpite (sperando che poi arrivino sul serio, quei soldi, che il dubbio mi resta sempre).
Perchè è "tutto intorno a te", anche il mondo che ha bisogno di aiuto. E chissà che quella tizia della pubblicità Tim che sta scappando dal suo promesso sposo non si trovasse guarda caso alle Maldive...





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Tanti tanti omedetou!

scritto da tafia il 24/12/2004,24/12/2004 12:47

 

 

Un Merry Christmas in katakana a tutti voi!
...e godetevi pandori, panettoni, torroni e affini, che in Giappone a Natale mangiano torte alla panna con le fragole!!!


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Caro Babbo Natale...

scritto da tafia il 16/12/2004,16/12/2004 15:30

…ho cambiato idea. Cestina pure l'altra letterina in cui ti chiedevo roba tipo il cofanetto dei DVD di Ozu, un paio di scarpe a ballerina nere senza il tacco, il grande libro della cucina asiatica che ho visto l'altro giorno in offerta a 10 euro, più tutta una serie di titoli di libri, manga, ecc.
In realtà ci sono altre cose di cui avrei più bisogno.
Un file che contenga le decine e decine di pagine di tesi che devo ancora scrivere. Falle pure in Times New Roman, 14, interlinea 1,5, margini 3cm per parte. Così non devo riformattarle.
O almeno, se proprio non riesci, la traduzione in italiano di quei 3 o 4 romanzi giapponesi che dovrei leggermi. Non occorre letteraria, mi basta letterale, poi ci penso io ad abbellire le frasi, che mi piace farlo. Se poi ci infili anche un paio di articoli di critica, ben vengano.
Un nuovo software celebrale che contenga tutti i 2000 kanji del livello 2, sia la lettura on che la kun, mi raccomando. E completo di applicazione per la scrittura a mano.
Una grande città. Piazzala subito qui vicina alla mia campagna, così mi tengo il paesaggio e la natura ma almeno non devo farmi ore di strada per raggiungere la civiltà. Una bella città con i portici e sotto i portici librerie ben fornite, edicole, cartolerie, negozietti di vestiti carini ma a buon prezzo, una fumetteria che mi tenga via i manga nella casellina, un caffè dall'atmosfera soft dove puoi anche sederti a leggere un libro (se mi importi lo Starbucks meglio ancora), un Asia Market dove vendono gli ingredienti per cucinare giapponese, un pò di ristoranti etnici, amici vari da incontrare per caso e invitare a bere un the verde in casa. Ah, e una biblioteca. Grande, calda e silenziosa, con i libri a scaffale aperto. E dei gran tavoloni dove concentrarsi a studiare. E una macchinetta delle merendine e della bevande per quando faccio pausa.
Ormai che ci sei, tienimi via anche un monolocale in uno dei palazzi sopra i portici. Oltre all'angolo cottura e al bagno, mettici un divano, uno stereo, una TV, un tavolino, tanti cuscini e un letto morbido a due piazze col piumone.
Mi resta solo un'ultima cosa: un biglietto aereo per il Giappone, anzi, due. Anzi, non è che esiste un qualche abbonamento flat per cui paghi un tot e poi ci vado quando voglio?! Informati, e se c'è portami quello, cioè, portane due che ho chi viene con me. E mettici insieme anche due visti a validità perpetua, metti che ci vogliamo stare un po’ più di tre mesi.
Che dici, può bastare?
Come dici?! È troppo? Dai, non ti lamentare, che altrimenti mi rivolgo ai Babbi Natali giapponesi: li ho visti l’altro giorno al telegiornale, stavano facendo il corso per imparare bene il loro lavoro. Giuro, si esercitavano diligentemente uno con l’altro a fare OH OH OH OH OH!










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Giapponese: più sai, meno sai

scritto da tafia il 11/12/2004,11/12/2004 11:38

Forse vale per molte lingue, ma ad ogni modo il Giapponese più lo studi più diventa difficile. Dopo 4 anni di università e un anno in Giappone, ti garantisci la possibilità di cavartela senza eccessivi problemi nella vita quotidiana e di sostenere una conversazione, non dico alla pari ma almeno senza che l'interlocutore sia costretto per compassione ad ascoltare solo risposte a monosillabi.
Ma questo non significa padroneggiare completamente la lingua. E nemmeno riuscire a riempire con sicurezza tutti i pallini del livello due: ne rimangono ancora di incerti, che sei costretto a riempire col metodo Schedina del Totocalcio.
Perchè ci sono ancora tanti kanji da ricordare, che ti fregano con una lettura che fa eccezione o con un radicale che non ti ricordi qual è.
Perchè le strutture grammaticali sono molto più di quelle che ti è capitato di sentire in un anno a Tokyo: le usano poco pure i Giapponesi, ma nel test compaiono e tu magari ti ricordi di averle viste nel libro, ma si nascondevano tra altre centinaia e fai un pò di legittima confusione.
Perchè, quando ti ritrovi con un brano da leggere alla svelta perchè sta per scadere il tempo, ti accorgi che il metodo lettura a colpo d'occhio non funziona col giapponese e se non ti concentri con la calma necessaria i caratteri si trasformano in tanti geroglifici.
Insomma, la strada è ancora lunga. Ma sei comunque soddisfatto di essere arrivato dove sei e di esserti messo alla prova. Vada come vada.






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Roma ローマ

scritto da tafia il 03/12/2004,03/12/2004 11:56

Per molti, il 5 dicembre sarà solo la prima domenica di shopping natalizio. Ma per un nutrito gruppo di pazzi (l'anno scorso erano quasi 260.000), in una novantina di città in 38 paesi nel mondo, il 5 dicembre è la data del Nihongo Nooryoku Shiken, ovvero il Japanese Language Proficiency Test.
Tra questi pazzi figuro anch'io, per la seconda volta: qualche anno fa ho superato il livello 3 a Milano, quest'anno invece si tenta il livello 2 a Roma.
L'esame prevede tre prove scritte a scelta multipla per un totale di 145 minuti: caratteri/vocabolario, ascolto, lettura/grammatica. Il livello 2 prevede una conoscenza relativamente avanzata della grammatica (nel testo che sto usando io figurano 170 regole), di un migliaio di kanji (ideogrammi) e di circa 6000 vocaboli e l'abilità di conversare, leggere e scrivere riguardo argomenti di natura generale.
E' per questo che nelle ultime settimane ho passato buona parte del mio tempo a cercare di distinguere avverbi come sukkari, shikkari, sappari, sukkiri, o a imparare decine di forme grammaticali diverse ma con lo stesso significato (voi non avete idea di quante avversative esistano in giapponese...).
Domani si parte per Roma...e il test coinciderà anche con la mia prima visita in assoluto alla capitale e con il ritrovo di tutti i miei amici incontrati in Giappone, che tenteranno con me l'esame e scorrazzeranno con me in giro per la città il giorno seguente.
Tenete le dita incrociate per noi...e in bocca al lupo se c'è qualche lettore del blog che invece di prendersi avanti con i regali affronterà la mia stessa sorte!






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