Anche le scimmie cadono dagli alberi...(Nobody's perfect)

scritto da tafia il 27/04/2005,27/04/2005 10:57

Due incidenti profondamente umani ma tanto diversi, quello accaduto pochi giorni fa in Giappone e quello italiano di Crevalcore, ormai quasi dimenticato. Il rovescio della medaglia di un sistema perfetto, il primo. La goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno di crepe, il secondo. 

Un pensiero va a tutti i passeggeri giapponesi che, come ogni giorno, erano saliti su quel treno senza nemmeno il timore di arrivare in ritardo, tantomeno quello di incappare nell'eventualità remota di un incidente.
Un pensiero anche al giovane conducente che si è trovato di fronte alla pressione di un inaccettabile minuto di ritardo. E che ora dovrà affrontare, per tutta la vita, molto più della penale o del licenziamento in cui temeva di incorrere.
Paesi e società possono essere diversi, ma l'umanità è la stessa. E non potrà mai essere perfetta. 

categoria:italia, giappone
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Missione traduzione!

scritto da tafia il 24/04/2005,24/04/2005 19:09

Chissà se a Usami Maki fischiano spesso le orecchie, in questi giorni. Anzi, forse le capiterà di starnutire, segno per i Giapponesi che qualcuno ti sta pensando.
E io la penso spesso, perchè ho una grande responsabilità nei suoi confronti: sto traducendo un suo manga ed è quindi compito mio cercare di rendere il più fedelmente possibile quello che lei voleva trasmettere con la sua opera, con le sue parole.
Tanti traduttori hanno fatto lo stesso in questi anni e mi hanno permesso di conoscere un mondo carico di emozioni ed espressività come quello degli shoujo manga.
Ora tocca a me. Fino a qualche tempo fa era solo un sogno. Ma se si fanno sogni piccoli piccoli e ci si da un pò da fare, non è detto che i sogni non si avverino. Ed eccomi qua alle prese con questa nuova "missione", tra baloon da numerare e onomatopee intraducibili.
E una grande, grande soddisfazione.

 

Aprile, dolce...ricominciare!

scritto da tafia il 09/04/2005,09/04/2005 11:15

Ciliegi appena sbocciati a Kamakura.

E' arrivato anche Aprile.
Aprile, che per i Giapponesi è come l'inizio di un nuovo anno.
Infatti è ad Aprile che iniziano le scuole, dopo le brevi vacanze di primavera: si cambiano classe e compagni, scuola e divisa. Molte ragazze si troveranno ad indossare per la prima volta quella tenuta che le caratterizza e solletica le fantasie di molti giapponesi, oltre a far parte dell'immaginario collettivo di chi conosce il Giappone attraverso manga e cartoni animati: la gonna corta a quadretti, i calzettoni, le scarpe basse. Altri abbandoneranno invece la divisa per entrare finalmente nell'università prescelta, che ha rubato loro ore e ore di sonno per preparare i difficilissimi esami di ammissione.
E sempre ad Aprile, i nuovi impiegati iniziano a lavorare nella ditta che li ha scelti, compunti nei loro completi e nei loro tailleur, dopo aver dato l'addio alla spensierata vita universitaria ed essersi laureati allla fine di Marzo con una cerimonia collettiva.
Aprile è l'inizio dell'anno fiscale e corrisponde in qualche modo al nostro settembre, senza però essere introdotto dalla lunga e indolente pausa estiva.
Aprile, però, è anche il mese della fioritura dei ciliegi e dello hanami, significativa espressione della sensibilità tutta nipponica per la natura e il trascorrere del tempo.

 

 

categoria:giappone
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Un Papa in viaggio

scritto da tafia il 04/04/2005,04/04/2005 11:25

Instancabile nei suoi viaggi, il Papa è stato anche in Giappone nei primi anni del suo pontificato, precisamente nel 1981. E' stato a Tokyo, dove ha anche incontrato i giovani allo stadio Budokan, a Hiroshima e a Nagasaki.
Voglio ricordarlo qui citando parte del suo discorso pronunciato ad Hiroshima il 25 Febbraio:
La guerra è opera dell'uomo. La guerra è distruzione della vita umana. La guerra è morte.
In nessun luogo queste verità si impongono con così tanto vigore come in questa città di Hiroshima, presso questo monumento alla pace.
Due città, avranno per sempre i loro nomi uniti, due città giapponesi, Hiroshima e Nagasaki, come le sole città al mondo che hanno subito la cattiva sorte di essere un memoriale di come l'uomo sia capace di una distruzione incredibile.
I loro nomi si distingueranno sempre come i nomi delle sole città del nostro tempo che sono state scelte per mettere in guardia le generazioni future su come la guerra possa distruggere gli sforzi umani intesi a creare un mondo di pace.
[...]
Ricordare il passato è impegnarsi per il futuro.
Ricordare Hiroshima e aborrire la guerra nucleare. Ricordare Hiroshima è impegnarsi per la pace. Ricordare ciò che la gente di questa città ha sofferto è rinnovare la nostra fede nell'uomo, nella sua capacità di fare ciò che è buono, nella sua libertà di scegliere ciò che è giusto, nella sua determinazione di tradurre un disastro in un nuovo inizio.
Di fronte alla calamità creata dall'uomo che è ogni guerra, dobbiamo affermare e riaffermare, ancora e ancora che il ricorso alla guerra non è inevitabile o insostituibile.

[...]
Tutti coloro che amano la vita sulla terra devono esortare i governi e coloro che prendono le decisioni in campo economico e sociale ad agire in armonia con le richieste di pace piuttosto che per un ottuso interesse egoistico. La pace deve essere sempre il fine, la pace deve essere perseguita e difesa in ogni circostanza. Non ripetiamo il passato, un passato di violenza e distruzione. Immettiamoci nel che si adatti alla dignità umana, l’unico che conduca verso il vero compimento del destino dell’uomo, il solo che guidi verso un futuro in cui l’equità, la giustizia e la solidarietà siano realtà e non soltanto dei sogni lontani. 
[...]
Ad ogni uomo e donna di questo Paese e del mondo, dico: assumiamo la responsabilità per gli altri e per il futuro senza limitazioni di frontiere e distinzioni sociali; istruiamo noi stessi e gli altri sulle strade della pace, mai più l’umanità divenga vittima di lotte tra sistemi rivali; mai più ci sia un’altra guerra. 
Ai giovani di tutto il mondo, dico: creiamo insieme un nuovo futuro di fraternità e solidarietà; muoviamoci verso i nostri fratelli e sorelle bisognosi, saziamo la fame, offriamo un riparo ai senza tetto, liberiamo gli oppressi, portiamo la giustizia laddove si ode solo la voce delle armi. I vostri giovani cuori hanno una straordinaria capacità di bene e di amore: poneteli al servizio dei vostri simili.