Bentornata a Tokyo

scritto da tafia il 23/04/2006,23/04/2006 16:17

Era poco prima di partire.
Al pub con amiche di un'amica, ho detto qualcosa tipo "Tra un mese torno a Tokyo". Spontaneamente, senza pensarci troppo.
La frase è stata accolta con sorrisi tra il perplesso e il divertito: "Torni? Ma allora qua a casa eri in ferie?!". Risate.
Rido anch'io e solo dopo un po' capisco che secondo loro avrei dovuto usare il verbo andare, non tornare.
E invece no. Ora sono sicura che ho usato il verbo giusto.
Io a Tokyo ci sono tornata.
Perchè sono qui da una settimana e ho ritrovato la Tokyo a me ormai così familiare.
Può sembrare paradossale. Perchè Tokyo è immensa, disordinata, in continuo mutamento. Ma è anche rassicurante, una volta che ne hai capito la logica e le costanti.
Sono tornata a Tokyo e sapevo che la città mi aspettava con il suo impeccabile sistema di treni e metropolitane, il konbini (convenience store) ad ogni angolo aperto 24 h su 24, i distributori automatici di bibite, le studentesse con le gonne e i calzettoni, lo sciame di gente agli incroci, gli inchini, le vetrine con il cibo esposto, le scritte colorate. E poi gli odori, i rumori, i colori. E le briciole dei ricordi che avevo lasciato la volta scorsa e che ora ritrovo un po' alla volta, qua e là.
Non mi sono mai sentita estranea, a Tokyo.
E mi piace perdermi a guardarla dall'alto, come finalmente ho fatto ieri dal mio punto d'osservazione preferito, con quel caos di palazzi come se una divinità dispettosa avesse sparso dal cielo tanti mattoncini Lego.

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Una mela al giorno toglie i soldi di torno...

scritto da tafia il 21/04/2006,21/04/2006 12:08

Ho finalmente trovato un supermercato, proprio vicino a dove abito.
Non vi dico la sfavillante euforia di girare per gli scaffali e avere a disposizione tutto quel ben di Dio che in Italia non si trova! Non saper cucinare giapponese e, soprattutto, non avere il tempo per farlo potrebbe sembrare un deterrente. E invece no. Perchè ho un microonde a disposizione e qui è la sagra dell'ooredimeedo (complimenti a chi ha indovinato che viene da already-made!)!
Nella guesthouse non c'è la macchina per fare il riso bollito? Nessun problema, si comprano le confezioni da un porzione di riso, tre minuti nel microonde ed è pronto! Ed è pure buono!
Come vedete, però, nella lista mancano le mele, tranne quelle disegnate (come dite? non capite? ah già, è giapponese...ops...). Certo, al supermercato c'erano. E non occorre nemmeno scaldarle col microonde. Io, che sono una donna sana e coscienziosa, ho allungato la mano per prendere la confezione da quattro. Poi ho visto il cartellino.
L'avevo dimenticato. Qui la frutta rappresenta la scelta tra campare senza vitamine o morire sani. Una mela costa, se sei fortunato, 100 yen: cioè sui 70 cent. In media le trovi a 1 euro, l'una.
Ho ritirato la mano. Sarà per un'altra volta.

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A noi il jet-lag ci fa un baffo!

scritto da tafia il 16/04/2006,16/04/2006 15:04

Ieri notte ho dormito 12 ore, dopo che ero stata sveglia praticamente per 24 ore di file (se escludiamo due pisolini da mezz'ora).
In compenso in quelle 24 ore ho attraversato il mondo, visto 2 film (Elizabethtown e Se solo fosse vero), trasferito armi (?) e bagagli in quella che sarà la mia stanza per 3 mesi, pranzato con un'amica e suo marito gentilmente venuti a recuperarmi all'aeroporto, fatto la spesa, preso la metropolitana, comperato un phon, una mini piastra per capelli e fatto amicizia con un commesso che con varie scappatoie (e fotocopie di documenti) è riuscito a farmi avere un cellulare Vodafone anche senza visto.
Come inizio non c'è male, eh?!
Ma è meglio che vada a nanna presto anche stasera, perchè domani avverrà la mia prima magica trasformazione nel mio nuovo alter-ego Super OL (Office Lady)!

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Partenze

scritto da tafia il 12/04/2006,12/04/2006 15:04

biglietto aereo
assicurazione
passaporto
prenotazione guesthouse
contratto di stage firmato
regali da portare agli amici giapponesi
traduzione da finire prima di partire
acquisto abbigliamento consono ad un ufficio

valigia (quella si fa sempre all'ultimo minuto)

Sembra che sia quasi tutto pronto.
Manco solo io, ma ho 12 ore di aereo per prepararmi psicologicamente, visto che tanto non riesco mai a dormire.
Parto venerdì mattina, questa volta con un bagaglio interiore più pesante di quello da 20kg che presenterò al check-in. Spero che al ritorno il peso sia soltanto quello dei bei ricordi e di tutto quello che, come al solito, avrò comprato.
Mi attendono 3 mesi di stage in un'azienda di Tokyo che organizza trasporti per l'import-export. E una stanzetta di pochi tatami in una guest-house nello shitamachi, vicino al fiume Sumida.
Il blog mi seguirà, felice di tornare al suo luogo d'origine. Se volete farmi compagnia, sono qui.