Prima il piacere e poi il dovere. A volte ci vuole.

scritto da tafia il 29/05/2006,29/05/2006 16:08

Dopo il lavoro, avrei dovuto...
stirare un paio di pantaloni e due maglie,
passare l'aspirapolvere nella mia stanza,
fare il bucato,
magari scrivere qualche mail arretrata.
E invece me ne sono andata direttamente a Shibuya,
ho comprato 2 paia di calzini colorati con il pollice separato,
un amico mi ha offerto una cena di nan e curry al ristorante indiano per il suo compleanno,
ho cercato senza trovarli un paio di mocassini aperti dietro,
abbiamo passeggiato fino a Harajuku guardando i treni che passavano colmi di gente,
abbiamo fatto spesucce al 100 yen,
ci siamo scofanati senza ritegno una crepe con panna, fragole e crema vaniglia,
abbiamo fatto un salto al Book Off per vedere i manga usati.

Quei pantaloni farò a meno di metterli, domani.
La polvere è quasi tutta sotto il letto, quindi non si vede.
Mi avanza ancora qualche paio di mutande pulito, quindi il bucato non era poi così urgente.
E gli amici sapranno aspettare qualche giorno in più.

 

categoria:pensieri, giappone
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scritto da tafia il 23/05/2006,23/05/2006 16:13

Weekend all'insegna della tradizione.
Sabato sono stata alla penultima giornata del 大相撲, il torneo di sumo che si tiene ogni anno al Kokugikan di Tokyo.

A dire il vero sono sempre stata prevenuta nei confronti dello sport nazionale giapponese. Semplicemente, l'idea di vedere dei ciccioni seminudi che tentano a vicenda di farsi cadere per terra non mi affascinava per nulla. Anzi.
Ma l'invito di un'amica giapponese non si rifiuta mai, in particolare se ha i biglietti per dei posti tra i migliori.
E in effetti ne è valsa la pena, perchè passare il pomeriggio al torneo di sumo si è rivelato più interessante del previsto. Non tanto per lo sport in se' ma per l'atmosfera che lo circonda. L'impressione è che i giapponesi non vadano agli incontri di sumo per seguire attentamente la gara, quanto per trascorrere un pomeriggio in compagnia, bevendo, mangiando, chiacchierando e dando un'occhiata ai brevi scontri che si susseguono rapidamente uno dopo l'altro. Pronti a fare il tifo urlando il nome del loro lottatore preferito, per poi tornare a sorseggiare una birra e mangiucchiare uno spiedino di yakitori.
E una volta finiti gli incontri, niente di meglio che andare in uno dei vicini ristoranti per gustare il chanko, la pietanza per eccellenza dei lottatori di sumo. Tutto questo ben di Dio cotto nell'acqua bollente di una pentola posta al centro del tavolo.

Rimane comunque disgustosa l'idea degli aspiranti lottatori messi all'ingrasso forzato, costretti a mangiare ciotole e ciotole di chanko per trasformare e deformare il loro corpo. E pensare che i lottatori all'apice della loro carriera sono tutti ventenni...già ridotti così...

Domenica invece è toccato al tradizionale appuntamento con il 三社祭 Sanja Matsuri di Asakusa, al quale ho partecipato per la seconda volta.


Ve lo ricordate? Ve ne parlavo qui due anni fa...Anche questa volta, gli stessi suoni, gli stessi colori, le stesse emozioni. Unite a qualche ricordo in più e alla nostalgia, quando è calata la sera e la pagoda si è illuminata nel buio, come in alcune foto del gennaio di due anni fa...

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元気になれ!

scritto da tafia il 17/05/2006,17/05/2006 15:26

Domani si torna al lavoro, dopo due giorni a casa con febbre, debolezza e stomaco in subbuglio.
E per fortuna un'amica che si è presa cura di me e delle mie paturnie.
Da domani, però, altri due amici mi daranno una mano nel progetto 元気 (genki, parolina magica che significa energia, vitalità, buon umore, vivacità, cioè l'esatto sinonimo di quello che mi manca ultimamente).
Vi presento...

Yakult, un classico in Giappone tra le bottigliette da bere ogni mattina che non si sa di preciso cosa c'è dentro e a cosa servono ma fanno bene.
E poi...

Il mitico sapurimento (da "suppliment") di vitamine e chi più ne ha più ne metta: insomma, i soliti integratori che non sai mai se fanno più bene a te o a chi li vende.
Dopo essermi sentita male in ufficio l'altro giorno, ho chiesto consiglio alla signorina della farmacia e sono tornata a casa con questo prodotto da lei caldamente consigliato.
La cosa buffa è che sulla confezione c'è scritto: 日本人のためのサプリメント. Ovvero: l'integratore per i giapponesi. E infatti fa parte di una linea basata sui principi dell'alimentazione nipponica.
Mi fa piacere che la gentile commessa mi abbia riconosciuto come parte integrante della popolazione locale...Anche se penso che c'entri qualcosa anche il fatto che, guarda caso, questo prodotto viene fabbricato proprio dalla ditta a cui appartiene la catena della farmacia in questione...uhm...

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Templi e grattacieli

scritto da tafia il 11/05/2006,11/05/2006 15:07

Uscivo dall'ufficio, ieri verso le cinque, quando ho sentito il classico suono stridulo del flauto giapponese accompagnato dai miei amati 太鼓 taiko.
Immaginate.
Una strada trafficata a Kasumigaseki, centro di Tokyo, zona di grattacieli, uffici, sedi governative. E questa musica d'altri tempi che vaga nell'aria.
Tokyo e' così: puo' capitare di trovare un 神社(santuario shintoista) nascosto tra i grattacieli, con il toori che sorge sull'asfalto di fronte ad un alto palazzo di vetro.
L'avevo gia' notato il primo giorno di lavoro e ieri e' arrivato il momento di andare finalmente a darci un'occhiata, seguendo la scia della musica. Si trattava di un piccolo matsuri, credo, con i quattro musicanti su un palco e le immancabili bancarelle. Mi sono gustata l'esibizione mangiando un 鯛焼きtaiyaki ripieno di anko, ho scattato qualche foto e poi mi sono avviata verso la metropolitana mentre le bancarelle chiudevano.
Per un attimo, ho dimenticato tutto il resto. E mi sono ricordata di essere in Giappone.

categoria:giappone
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Lost, hurt tired & lonely

scritto da tafia il 05/05/2006,05/05/2006 17:50

Vorrei raccontarvi di più della mia vita qui a Tokyo.
Ma il fatto è che in realtà da qualche giorno me ne sto assente in un angolo, accucciata a leccarmi ferite che non si rimarginano, anche perchè ho il brutto vizio di rigirarci dentro il coltello e di versarci sopra lacrime salate.
Però nel frattempo ho assunto un doppio che fa tutto quel che s'ha da fare. E non se la cava nemmeno male, dai.
In ufficio archivia pratiche, inserisce dati nel computer, timbra, telefona perfino alle compagnie di navigazione per informarsi sugli arrivi delle navi cargo (e gli capita pure di capire quello che gli dicono!). E fa amicizia con le colleghe durante la pausa pranzo.
Da brava Desperate Housewife, fa la spesa, improvvisa cene alla giapponese, passa l'aspirapolvere, fa il bucato. E' da un po' che rimanda lo stiraggio di un paio di pantaloni, ma lo perdoniamo, vah.
Va pure al karaoke. Canta questa canzone per tirarmi un po' su e la prossima volta ha tutta l'intenzione di cimentarsi con questa, che sfogarsi va sempre bene.
In questi giorni è in vacanza per la Golden Week e gli ho consigliato di approfittarne per passare un po' di tempo con gli amici. Ha preso il consiglio al volo ed è reduce da una cena di sushi (preparato appositamente senza aceto nel riso!), una partita al bowling, una cena al ristorante asiatico, un picnic al parco e domani giornata relax con un'amica allo Sport Club, dove dicono ci siano l'idromassaggio e altre amenità.
Diciamolo, un po' lo invidio, il mio doppio.
E spero veramente di riuscire al più presto a riprendermi il suo posto.