Weekend all'insegna della tradizione.
Sabato sono stata alla penultima giornata del 大相撲, il torneo di sumo che si tiene ogni anno al Kokugikan di Tokyo.

A dire il vero sono sempre stata prevenuta nei confronti dello sport nazionale giapponese. Semplicemente, l'idea di vedere dei ciccioni seminudi che tentano a vicenda di farsi cadere per terra non mi affascinava per nulla. Anzi.
Ma l'invito di un'amica giapponese non si rifiuta mai, in particolare se ha i biglietti per dei posti tra i migliori.
E in effetti ne è valsa la pena, perchè passare il pomeriggio al torneo di sumo si è rivelato più interessante del previsto. Non tanto per lo sport in se' ma per l'atmosfera che lo circonda. L'impressione è che i giapponesi non vadano agli incontri di sumo per seguire attentamente la gara, quanto per trascorrere un pomeriggio in compagnia, bevendo, mangiando, chiacchierando e dando un'occhiata ai brevi scontri che si susseguono rapidamente uno dopo l'altro. Pronti a fare il tifo urlando il nome del loro lottatore preferito, per poi tornare a sorseggiare una birra e mangiucchiare uno spiedino di yakitori.
E una volta finiti gli incontri, niente di meglio che andare in uno dei vicini ristoranti per gustare il chanko, la pietanza per eccellenza dei lottatori di sumo. Tutto questo ben di Dio cotto nell'acqua bollente di una pentola posta al centro del tavolo.

Rimane comunque disgustosa l'idea degli aspiranti lottatori messi all'ingrasso forzato, costretti a mangiare ciotole e ciotole di chanko per trasformare e deformare il loro corpo. E pensare che i lottatori all'apice della loro carriera sono tutti ventenni...già ridotti così...
Domenica invece è toccato al tradizionale appuntamento con il 三社祭 Sanja Matsuri di Asakusa, al quale ho partecipato per la seconda volta.

Ve lo ricordate? Ve ne parlavo qui due anni fa...Anche questa volta, gli stessi suoni, gli stessi colori, le stesse emozioni. Unite a qualche ricordo in più e alla nostalgia, quando è calata la sera e la pagoda si è illuminata nel buio, come in alcune foto del gennaio di due anni fa...