I Don't Know What Christmas is (Because I'm Japanese)

scritto da tafia il 23/12/2006,23/12/2006 21:16

Quest'anno, per Natale, vi regalo un po' di risate...che ce n'è sempre bisogno!

 

AUGURI A TUTTI!

categoria:varie ed eventuali, giappone
commenti: commenti (6)(popup) | commenti (6)

Caro Santa-san...

scritto da tafia il 17/12/2006,17/12/2006 12:28

Se non sapete cosa chiedere a Santa-san, o se come me siete ancora in alto mare con la scelta dei regali e tra i destinatari avete qualcuno appassionato di Giappone o semplicemente incuriosito dalla cultura "altra" del Sol Levante, provo a darvi qualche suggerimento per delle strenne con gli occhi a mandorla. Sono tutti libri, perchè sono estremamente convinta che un libro sia uno dei regali migliori che si possano fare e ricevere (se opportunamente pensati, non vale pigliare un best-seller a caso dall scaffale del supermercato).

Per l'amico nipponista intenditore:

"Giappone Mandala", di Fosco Maraini.
E' uscito da poco, quindi forse fate in tempo a regalarglielo prima che se lo procuri da solo (ma per precauzione conservate lo scontrino). Se l'amico è un nipponista come si deve, un volume così non ha bisogno di presentazioni: foto e testi di Maraini sono già una garanzia sufficiente. Io l'ho sfogliato in libreria e ho fatto intendere a chi era con me (per fortuna era mia mamma) che sarebbe un regalo mooolto gradito...

Per qualcuno che ama la lettura e i gatti, qualcuno che ha tempo per leggere e soprattutto sa che la letteratura giapponese non equivale esclusivamente a Yoshimoto Banana.

"Io sono un gatto", Natsume Soseki
Finalmente in traduzione italiana uno dei capolavori della letteratura giapponese. L'alba del XX secolo in Giappone raccontata dagli occhi di un gatto. Lettura certamente impegnativa, ma allo stesso tempo roba da augurarsi una lunga influenza per poter stare sotto le coperte a leggerselo!

Per una matricola di Lingue Orientali, per un appassionato di manga e anime, per chi è semplicemente curioso o per chi del Giappone sa tutto ma ha bisogno di un Bignami per ricordarselo.

"Il Giappone a colpo d'occhio", Kappa Edizioni
Disegnini e didascalie bilingue (italiano e giapponese, ovviamente) per un manuale che può sembrare frivolo ma che in realtà contiene tutte le nozioni di base e i termini utili per affrontare la vita quotidiana in Giappone. Utilissimo per cogliere tutti gli aspetti di un manga, di un cartone animato o di un romanzo made in Japan.

Per chi ama sperimentare in cucina e non crede che solo gli italiani mangino decentemente. E per chi è stato in giappone e ha nostalgia del nihon ryori...

"Il Giappone in cucina", di Graziana Canova Tura.
Purtroppo non ho avuto ancora l'occasione di averlo tra le mani, ma ne parla bene Comida -la mia esperta preferita di cucina multietnica- e questo mi basta per consigliarvelo!

Per l'amica modaiola e per tutti gli appassionati di fotografia e "human watching".

"Fresh Fruits", edizioni Phaidon
Una gallery variopinta di vera street fashion, in diretta da Tokyo. Imperdibile! E poi non venite a dirmi che i Giapponesi son tutti uguali!
Consigliato anche a genitori alle prese con adolescenti ribelli: dopo aver visto questo, vi assicuro che non penseranno più che il loro figli si vestono strani...

Per il purista che ama il Giappone ma disdegna i manga.

"L'uomo che cammina", Jiro Taniguchi
Un capolavoro delicato e silenzioso, a prescindere dal mezzo con cui è narrato.

Mocafrappukapuchinokyarameruratte

scritto da tafia il 08/12/2006,08/12/2006 14:34

E così siamo giunti alla fine anche di questo business trip in quel di Tokyo.
Domani si riparte, mentre oggi abbiamo portato a termine i nostri ultimi appuntamenti.
Lasciando al tempo e ai fatti la responsabilità di giudicare come sono andate le cose dal punto di vista professionale, dal punto di vista personale sono piuttosto soddisfatta di come me la sono cavata.
E anche di quanto mi sia stata utile questa esperienza dal punto di vista formativo: ho imparato molto, sia dalle persone che ho incontrato sia da quelle che erano al mio fianco e ho capito quali sono i miei punti deboli e su cosa posso puntare per migliorare.
Non lo nego, dati i ritmi è stata anche una grande stancata.
Per questo, prima di tirare del tutto le somme voglio ringraziare chi ha contribuito a darmi le energie giuste per affrontare tutti gli appuntamenti.

Il Kurashikku Banira Ratte (Classic Vanilla Latte, di cui non abbiamo una diapositiva) e il Cafe do chocora (Cafè de Chocolat) di Doutor, protagonisti di numerose e frettolose colazioni mattutine dalle parti di Jinbocho. 

L'invitante e delizioso Tiramisù Latte di Tully's, che mi sono goduta durante una scappatella a Toranomon.

 

Lo squisito Tofii Nattsu Rate (Toffee Nut Latte), uno dei prodotti speciali natalizi del mio affezionato Starbucks. Utile ricarica pomeridiana insieme ai Cherry Danish o perfetto da assaporare in compagnia di un'amica a Ginza, la sera.

Mi mancherete.
E ora torno a fare la valigia, che è meglio.

categoria:varie ed eventuali, giappone
commenti: commenti (7)(popup) | commenti (7)

Vorrei ma non posso. Tokyo version.

scritto da tafia il 04/12/2006,04/12/2006 16:53

Vorrei che mi seguissi su e giù per treni e metropolitane, stupendoti di come sono in grado di andare dovunque qui a Tokyo.
Vorrei farti assaggiare gli okonomiyaki. E il ramen più buono del mondo vicino al Kabukiza.
Vorrei che scattassimo insieme delle purikola facendo le facce buffe e gli scarabocchi colorati.
Vorrei duettare con te al karaoke.
Vorrei portare una coperta al parco di Yoyogi la domenica e fare un picnic, anche se fa freddo.
Vorrei spiegarti che il Meijijingu è un santuario shintoista mentre quello ad Asakusa è un tempio buddhista.
Vorrei tirarti la manica della giacca e con voce da bimba chiederti di comprarmi l'ennesima cosa inutile di Hello Kitty.
Vorrei che tu fossi fiero di me quando parlo giapponese.
Vorrei perdere l'ultimo treno a mezzanotte, camminare nella Tokyo silenziosa, comprare del cioccolato al konbini e fermarmi con te in un love hotel.

Ma non posso. Perchè non so chi sei.

 

categoria:
commenti: commenti (13)(popup) | commenti (13)

Ma voi, chi credete che io sia? *

scritto da tafia il 02/12/2006,02/12/2006 02:47

Con il weekend, si è chiusa la prima serie di appuntamenti con le case editrici, ossia il vero scopo di questo viaggio (pensavate fossi semplicemente venuta a comperarmi un fondotinta?).
Ci si abitua a tutto, dicono. Anche a non fare facce da otaku in estasi entrando in sedi e redazioni di un mondo, quello che sta dietro ai manga sugli scaffali, che avevi sempre e solo immaginato. E invece eccoti lì, detentrice del diritto ad avere un pass. E non l'hai vinto con una raccolta di bollini.
Sei lì perchè in qualche modo stai trattando alla pari con quel mondo, o quasi.
E' questo che mi fa più impressione.
Non sono una scolaretta in visita (anche se la faccia è quella, e anche la macchina fotografica sempre pronta...poi ci pensa il capo a farmela mettere via!). Ho un biglietto da visita che attesta il mio ruolo (opportunamente upgradato per l'occasione) e dallaltra parte...mi prendono sul serio. Mi ascoltano mentre faccio le acrobazie per tradurre i discorsi del mio capo, mi fanno domande che capisco, mi fanno domande che intuisco, mi fanno domande che non capisco e devo chiedere di ripetere. Io li osservo. E mi aspetterei sempre di vedere almeno una faccia che dica "Ma questa cosa ci fa qui?". E invece no. Mi è sembrato di aver visto qualche pericolosissimo  "Cosa sta dicendo?", ma non mettono in dubbio la legittimità del mio essere lì.
E a questo punto, se ci credono loro, sto iniziando a convincermene anch'io.
Così capitano cose strane. Racconti a un agente che sei interessata alla letteratura femminile giapponese contemporanea, che ti piacerebbe tradurre un romanzo in italiano e ti viene presentata la persona che si occupa dei diritti dei romanzi giapponesi all'estero. Scambio di bigliettini e a quel punto ti accorgi che chi ti sta davanti ti considera un potenziale interlocutore professionale. Ti dà più fiducia di quanta tu ne dia a te stessa.
Allora ti viene da pensare a chi, in Italia, non ha ancora capito che lavoro fai. Anzi, a quelli che hanno forti dubbi sul fatto che tu stia lavorando (e il mio estratto conto darebbe loro ragione, effettivamente). E a commenti triti e ritriti all'annuncio dei tuoi spostamenti.
"Ti pareva, sei sempre in giro!"
"Che peccato, non ci sei per... [e segue elenco di eventi che rispetto a un viaggio in giappone hanno un'importanza infinitesimale]"
"In qualche maniera, te trovi sempre una scusa per andar via!"
Gente, mettetevi d'accordo per piacere, che poi mi vengono le crisi d'identità.

* perdonate la citazione, stava bene con il post, non è per mania di grandezza e divinità! ;-)

categoria:pensieri, giappone, manga
commenti: commenti (9)(popup) | commenti (9)