Working tools (1)

scritto da tafia il 27/01/2007,27/01/2007 10:57

Ogni mestiere ha i suoi attrezzi. Anche quello della traduttrice di manga.
Alcuni indispensabili, altri utili per facilitarti la vita, altri pronti a venirti in soccorso in caso di emergenza.
I vocabolari elettronici.
Senza, sarei un chirurgo senza bisturi. C'è il fedele Seiko jp>it it>jap, opportunamente decorato con stickers di Hello Kitty, giusto per non essere troppo professionali. E lo Sharp , che ha "solo" l'inglese ma è esaustivo nella ricerca dei composti di kanji e ha tanti gadget utili come i dizionari di personaggi e luoghi famosi, o il manuale per scrivere lettere e biglietti formali e in perfetto onorifico. E anche l'enciclopedia medica, in caso.
La lista con la spiegazione in inglese delle onomatopee.
Serve quando "faccio i rumori". Perchè in giapponese le porte che sbattono non fanno SLAM ma BATAN. Non è una lista esaustiva, ma è il meglio che ho trovato. Un giorno mi sa che dovrò scriverne una io. Ma prima devo trovare l'onomatopea giusta per tradurre il silenzio. Che in Giappone fa SHIIIN.
Beyond Polite Japanese
Agile dizionarietto di espressioni slang e colloquiali, di cui i manga sono pieni. Perchè il Giapponese va prima imparato e poi dimenticato, perchè quando parlano la grammatica è un'opinione. Peccato che anche questo libretto non sia per niente esaustivo.
Love, Hate and everything in between
Non lo uso spesso, ma ogni tanto ha qualche spunto interessante. E' un manuale incentrato sui vocaboli e i modi di dire usati in giapponese per esprimere le emozioni nelle loro varie sfumature. E' diviso in capitoli che vanno da "Tough love" e "Walking on air" a "Frosty silence",  "Revenge" o "Horrible things". Altro che fermarsi a SUKI-KIRAI!
Nihongo Bunkei Jiten
Dizionario delle forme grammaticali giapponesi, in ordine alfabetico, con spiegazione e relativi esempi. La Bibbia, praticamente. Anche se grammaticalmente i manga non presentano quasi mai forme grammaticali troppo complesse. Però non si sa mai. Per non parlare dei vuoti di memoria su cose che dovresti sapere ma...ehm...l'hard disk del cervello non sempre funziona a dovere.
Poi ci sarebbero da elencare gli indispensabili aiuti on line (Google Santo Subito!). Ma quella è un'altra storia. E magari un altro post.

手ぬぐい Iniziando una collezione di tenugui

scritto da tafia il 12/01/2007,12/01/2007 17:48

tenugui

Ieri mi sono finalmente arrivati questi due libri.
Ora ho informazioni sufficienti per poter dichiarare l'inizio della mia collezione di 手ぬぐい tenugui.
I tenugui sono dei semplici rettangoli di stoffa, in cotone, solitamente di 33cm x 90cm. Hanno colori diversi e per lo più sono decorati con motivi ripetuti (spesso tratti dall'immaginario tradizionale nipponico), ma non mancano casi più originali o legati alle varie ricorrenze. Ovviamente, anche per i tenugui valgono le regole estetiche giapponesi e l'abbinamento di colori e motivi a seconda delle stagioni.  
Ricordo ancora il primo tenugui che ho ricevuto in regalo: un delizioso pezzo di stoffa rosa a fiorellini bianchi, con i bordi scuciti (no, non hanno l'orlo). L'ho girato e rigirato tra le mani senza capire a cosa servisse e senza il coraggio di chiedere spiegazioni. "Sai, ho pensato che sono sempre utili. E poi rosa è carino!", mi era stato detto.
Così il mio primo tenugui è rimasto nella scatola dei ricordi, finchè ne ho ricevuti altri e ho svelato il mistero. Il tenugui, per i giapponesi, è un jolly dai mille usi. Fazzoletto, bandana, strofinaccio, stoffa per avvolgere l'obento, tovaglietta.
Il negozio di tenugui per eccellenza a Tokyo è "Kamawanu", dal quale provengono buona parte degli esemplari in mio possesso (tra cui anche il primo che ho ricevuto...e l'ho scoperto solo oggi!).
Tra un viaggio in Giappone e l'altro, ho accumulato inconsapevolmente quasi una decina di tenugui: a fiori, con gli ideogrammi dei vari tipi di pesci, con un motivo a bambù, con petali di ciliegio... Un piccolo assortimento a cui ora ho deciso di dare il nome di collezione, cosa che tra l'altro mi darà un pretesto per ricercarne altri. Soprattutto di nuovi colori, perchè per ora predominano rosa e blu.
E chissà che dai due libri non trovi qualche idea carina per utilizzarli.
Forse sono solo dei pezzi di stoffa. Ma nella loro semplicità, nei loro disegni, nel loro bordo scucito, hanno qualcosa di inequivocabilmente giapponese che appaga il mio senso estetico. Qualcosa di irresistibilmente 和, per chi sa cosa intendo.