Superata la tentazione di cancellare il commento e far finta di niente, ho deciso che poteva essere materia per un post e una riflessione sul mio lavoro.
In un commento totalmente fuori contesto, un anonimo ha usato come presunta "prova" a mio discredito una richiesta di aiuto (a proposito di un'espressione giapponese di cui non coglievo il senso) scritta su un forum di traduttori verso la fine del 2006.
Accusandomi inoltre di scarsa umiltà.
Sorvolando sul fatto che le critiche anonime lasciano il tempo che trovano e non si sa a quale titolo qualcuno si permetta di criticare senza metterci la faccia.
Sorvolando sul fatto che mi chiedo quale ampia disponibilità di tempo libero porti qualcuno al punto di sprecarlo andando alla ricerca di informazioni su di me e tentando di screditare pubblicamente il mio lavoro.
Quello che mi rende perplessa è: perché l'aver chiesto consulenza per un'espressione all'interno di una frase dovrebbe mettere in dubbio la mia professionalità?
Se così fosse, l'intero forum di traduttori non avrebbe senso di esistere. Eppure si tratta di un forum di professionisti.
Il traduttore ha forse il dovere di essere onnisciente e infallibile?
Tranne le fortunate persone che crescono imparando due lingue a livello di madrelingua, nessun traduttore può conoscere al 100% la lingua dalla quale traduce. E' impensabile, una lingua straniera non te la infili nel cervello in modalità "pacchetto completo". Una lingua straniera è qualcosa di vivo, che cambia, si modifica, si trasforma, si evolve. La traduzione, specie se non tecnica, non è un'equazione matematica. Oltre alla lingua viva, entrano in gioco vari fattori, come il tempo a disposizione e non ultima l'umanità del traduttore, che -udite, udite- può eccezionalmente essere stanco, distratto, sconcentrato, agitato. Una frase che un giorno sembra ostica, se riletta il giorno dopo, può apparire più chiara.
Come succede in qualunque professione, il traduttore cresce e migliora con il tempo, lo studio e l'esperienza. Io sono giovane, lavoro da circa tre anni e nessuno nasce imparato: se traducessi ora cose che ho tradotto agli inizi, le tradurrei in modo migliore, in metà tempo, magari evitando qualche errore che posso aver fatto... e sicuramente, tra qualche anno, riuscirei a tradurre più velocemente quello che sto traducendo ora.
Quindi, sappiatelo: ai traduttori capita di non capire qualcosa. Quando succede, le soluzioni sono diverse. Ci si può documentare e scervellare fino alla comprensione. Nel caso nemmeno questo funzioni, si può chiedere un suggerimento o l'esatta traduzione a qualcuno di più competente o consultare un madrelingua (cosa che di solito faccio io, chiedendo una spiegazione in giapponese e poi traducendo di mio pugno) o si può inventare cercando di scrivere qualcosa di attinente al contesto.
Quale soluzione trovate più professionale? Chiedere aiuto per poter consegnare un lavoro il più corretto possibile o improvvisare sperando di averci azzeccato?
Chiedere non è forse anche segno di umiltà?
Non credo di aver mai dichiarato, in questa o altre sedi, di essere infallibile o migliore di altri. Non mi credo "arrivata", anzi, continuo a studiare chiedendomi se un giorno potrò mettermi alla prova con la traduzione di un libro...
Se ho parlato del mio lavoro, l'ho fatto per condividere degli aneddoti con chi mi legge. O per condividere l'incredulità che ancora mi provoca, a volte, vedere il mio nome scritto sulle ultime pagine di un fumetto. Ecco, forse quando smetterò di stupirmene, quando lo prenderò per scontato e dovuto, allora avrò perso l'umiltà.
Non so chi sei, anonimo.
Non so se sei un traduttore. In quel caso, ti riterrai sicuramente migliore di me, altrimenti non avresti giudicato. Mi chiedo però se il tuo lavoro e la tua competenza non ti diano abbastanza soddisfazione, dato che sei costretto a cercarla denigrando quelle altrui.
Non so se sei un lettore dei fumetti che traduco. In quel caso, se hai riscontrato degli errori tali da mettere in dubbio la mia professionalità, avresti potuto contattarmi per una critica più concreta, costruttiva e firmata.
Non so se sei un aspirante traduttore. In quel caso, dovresti impiegare il tuo tempo non tanto a criticare ma a impegnarti per raggiungere il tuo scopo e dimostrare che sei migliore di quegli scarsi traduttori che se la tirano sui blog.
Non so se sei uno a cui, chissà perché, sto sulle scatole a prescindere. In quel caso, è un problema tuo, io me ne farò una ragione.