Lunedì da traduttrice
Sto traducendo l'ultima parte di uno shojo manga. Le classiche paginette in cui la mangaka di turno si diverte a presentare i diversi personaggi, dandoci informazioni più o meno utili sul loro carattere, l'età, il segno zodiacale, il gruppo sanguigno. Quelle ultime paginette che prima di iniziarle pensi "bene, ho quasi finito!" e poi ci metti di più a fare quelle che tutto il resto, perché le shojomangaka danno il meglio di sé in questi angolini extra.

Tonikaku.
Mentre traduco una delle suddette paginette, mi imbatto in un グラサン gurasan in katakana. Che per i profani sarebbe l'alfabeto dedicato alla traslitterazione di termini stranieri. Ormai ci ho fatto l'orecchio alle modalità tutta nipponica di storpiatura dell'inglese, ma gurasan proprio non mi fa scattare nessun abbinamento. Non ho voglia né tempo di scervellarmi troppo, quindi faccio quello che sono solita fare in questi casi: googlo il termine in questione, sperando di ricavarne qualche indizio, magari dalle immagini.
Oggi sono addirittura più fortunata.
La primissima alternativa fornitami da Google alla voce グラサン è il link ad una sorta di dizionario giapponese on-line che, non ho ancora ben capito come e perché, fornisce spesso spiegazioni a termini giovanili o slang.
E lì è subito chiarito il dilemma.
SUN GLASSES

SANGURASU サングラス
SANGURA
GURASAN グラサン

Eh, come avevo fatto a non pensarci?!

Torno a tradurre, vah, che è meglio.











