Lunedì da traduttrice

scritto da tafia il 03/12/2007,03/12/2007 10:06
Ce n'è sempre una da imparare.
Sto traducendo l'ultima parte di uno shojo manga. Le classiche paginette in cui la mangaka di turno si diverte a presentare i diversi personaggi, dandoci informazioni più o meno utili sul loro carattere, l'età, il segno zodiacale, il gruppo sanguigno. Quelle ultime paginette che prima di iniziarle pensi "bene, ho quasi finito!" e poi ci metti di più a fare quelle che tutto il resto, perché le shojomangaka danno il meglio di sé in questi angolini extra.
Tonikaku.
Mentre traduco una delle suddette paginette, mi imbatto in un グラサン gurasan in katakana. Che per i profani sarebbe l'alfabeto dedicato alla traslitterazione di termini stranieri. Ormai ci ho fatto l'orecchio alle modalità tutta nipponica di storpiatura dell'inglese, ma gurasan proprio non mi fa scattare nessun abbinamento. Non ho voglia né tempo di scervellarmi troppo, quindi faccio quello che sono solita fare in questi casi: googlo il termine in questione, sperando di ricavarne qualche indizio, magari dalle immagini.
Oggi sono addirittura più fortunata.
La primissima alternativa fornitami da Google alla voce グラサン è il link ad una sorta di dizionario giapponese on-line che, non ho ancora ben capito come e perché, fornisce spesso spiegazioni a  termini giovanili o slang.
E lì è subito chiarito il dilemma.
SUN GLASSES
SANGURASU サングラス
SANGURASU
GURASAN グラサン

Eh, come avevo fatto a non pensarci?!
Torno a tradurre, vah, che è meglio.
categoria:tradurre, nihongo
commenti: commenti (19)(popup) | commenti (19)

Il mio amico Rikaichan

scritto da tafia il 26/11/2007,26/11/2007 12:38
In attesa dei post sull'organizzazione del viaggio, vi segnalo una scoperta interessante che ho fatto da quando utilizzo come browser Firefox al posto di Explorer.
La scoperta si chiama RIKAICHAN (da 理解 rikai di 'comprensione') ed è uno strumento utilissimo sia a chi studia o ha studiato il giapponese ma ovviamente non ha l'intero vocabolario in testa, sia a chi il giapponese non lo sa (o è ai primi passi) ma quando capita su un sito giapponese vorrebbe farsi un'idea di cosa si sta parlando, giusto per non capire riso per miso*.
Si tratta infatti di un componente aggiuntivo per Firefox che consente di avere, sottoforma di pop-up istantaneo, la pronuncia e il significato di qualsiasi kanji presente su una pagina web, semplicemente passandoci sopra con il mouse.
La cosa interessante è che non riconosce soltanto i singoli kanji, ma anche composti, vocaboli interi, verbi, ecc, basta posizionarsi sull'ideogramma iniziale per veder comparire le diverse combinazioni.
Come fare a installare questo strumento delle meraviglie?
Andate qui.
Nella sezione Download, scaricate prima "The main extension", poi il dizionario che preferite (purtroppo non è ancora presente l'Italiano, la scelta è tra jp>english, jp>german, jp>french, jp>russian).
Una volta installato il tutto, quando capiterete su un sito giapponese vi basterà cliccare il tasto destro, selezionare "Rikaichan" e come per magia tutto vi apparirà più chiaro!

Detto questo, a quando un Rikaichan in versione cartacea per aiutarmi a tradurre i manga?

*versione nipponica di "pan per polenta", da me testé inventata.
categoria:tradurre, nihongo
commenti: commenti (3)(popup) | commenti (3)

Lavori in corso...

scritto da tafia il 06/09/2006,06/09/2006 12:35

Sto lavorando tanto e bene, in questi primi giorni di settembre.
Sono concentrata, fuori c'è il sole, ho la mia bottiglietta di mugicha da sorseggiare e nessuno mi disturba, se non i miei pensieri. Ma ho scoperto che tradurre è anche un buon modo per tenerli a bada.
Ho addirittura superato il mio record personale di pagine a giornata: di solito arrivavo ad una cinquantina nei momenti migliori, ma questa volta ho superato le 90. Forse ho acquisito più sicurezza, forse sento di dover recuperare un'estate in cui mi sono concessa molto tempo per me o forse è il fumetto che sto traducendo. E' il secondo e ultimo volume di una storia che mi piace. Delicata, a tratti forse un po' troppo ingenua, ma quando traduco le scene e i dialoghi scorrono via senza costringermi troppo a bloccarmi, a correggere, a smontare e rimontare le frasi. Ho capito i personaggi e a volte ho come la sensazione di poter prevedere cosa diranno e come si comporteranno. E questo mi dà fiducia: forse è presuntuoso da parte mia, ma sento che non li sto tradendo e che quello che farò dire loro con le mie parole è proprio quello che vorrebbero trasmettere.
Non c'è dubbio, questo lavoro mi piace.

Edit successivo: per Castaliac e chi fosse interessato, per sapere di che manga si tratta basta cliccare sul link "una storia"...che c'è, anche se si vede poco!

 

categoria:pensieri, tradurre, nihongo
commenti: commenti (6)(popup) | commenti (6)

Traducen traducendo...

scritto da tafia il 25/08/2006,25/08/2006 17:51

Al ritorno dalle ferie, ho ripreso con un buon ritmo l'attività di traduzione.
Ho concluso il terzo volume di un manga che non è propriamente di mio gusto (ma è talmente stupido che a volte mi strappa un sorriso...) e ora sono a buon punto con uno shojo che invece mi stimola, sia per la storia che per la sfida continua del linguaggio colloquiale.
Tra i piaceri che trovo nel tradurre, c'è quello del fare ricerche sugli argomenti più disparati, rincorrendo il significato di un riferimento inizialmente poco chiaro. E qui siano benedetti Google e Wikipedia.
E' una trappola, perchè a volte, saltando da link a link, ci si incuriosisce e si perde più tempo di quel che meriterebbe un accenno poco importante nell'economia del fumetto. Però si scoprono cose nuove e interessanti e, soprattutto, ci si rende conto di quanto deve spaziare la cosiddetta "cultura generale" del traduttore.
Oggi, un paio di semplici baloon mi hanno riportato al mondo dei cartoni animati di noi "bambini degli anni '80". Complici due citazioni riferite rispettivamente all'Uomo Tigre e a Ken il Guerriero. Il primo mi spaventava tantissimo, mentre il secondo non lo sopportavo. Però hanno due sigle indimenticabili, da cantare a squarciagola nei momenti di revival nostalgico.
Comunque, ho scoperto che la casa degli orfani dell'Uomo Tigre in originale è ちびっこ ハウス Chibikko House. E che il Raoul di Ken Shiro in realtà si chiamava Raoh.
Se vi è venuta un po' di nostalgia, fatevi un giro qui. E qui.

categoria:tradurre, nihongo
commenti: commenti (7)(popup) | commenti (7)

Giapponese: più sai, meno sai

scritto da tafia il 11/12/2004,11/12/2004 11:38

Forse vale per molte lingue, ma ad ogni modo il Giapponese più lo studi più diventa difficile. Dopo 4 anni di università e un anno in Giappone, ti garantisci la possibilità di cavartela senza eccessivi problemi nella vita quotidiana e di sostenere una conversazione, non dico alla pari ma almeno senza che l'interlocutore sia costretto per compassione ad ascoltare solo risposte a monosillabi.
Ma questo non significa padroneggiare completamente la lingua. E nemmeno riuscire a riempire con sicurezza tutti i pallini del livello due: ne rimangono ancora di incerti, che sei costretto a riempire col metodo Schedina del Totocalcio.
Perchè ci sono ancora tanti kanji da ricordare, che ti fregano con una lettura che fa eccezione o con un radicale che non ti ricordi qual è.
Perchè le strutture grammaticali sono molto più di quelle che ti è capitato di sentire in un anno a Tokyo: le usano poco pure i Giapponesi, ma nel test compaiono e tu magari ti ricordi di averle viste nel libro, ma si nascondevano tra altre centinaia e fai un pò di legittima confusione.
Perchè, quando ti ritrovi con un brano da leggere alla svelta perchè sta per scadere il tempo, ti accorgi che il metodo lettura a colpo d'occhio non funziona col giapponese e se non ti concentri con la calma necessaria i caratteri si trasformano in tanti geroglifici.
Insomma, la strada è ancora lunga. Ma sei comunque soddisfatto di essere arrivato dove sei e di esserti messo alla prova. Vada come vada.






categoria:nihongo
commenti: commenti (10)(popup) | commenti (10)

Roma ローマ

scritto da tafia il 03/12/2004,03/12/2004 11:56

Per molti, il 5 dicembre sarà solo la prima domenica di shopping natalizio. Ma per un nutrito gruppo di pazzi (l'anno scorso erano quasi 260.000), in una novantina di città in 38 paesi nel mondo, il 5 dicembre è la data del Nihongo Nooryoku Shiken, ovvero il Japanese Language Proficiency Test.
Tra questi pazzi figuro anch'io, per la seconda volta: qualche anno fa ho superato il livello 3 a Milano, quest'anno invece si tenta il livello 2 a Roma.
L'esame prevede tre prove scritte a scelta multipla per un totale di 145 minuti: caratteri/vocabolario, ascolto, lettura/grammatica. Il livello 2 prevede una conoscenza relativamente avanzata della grammatica (nel testo che sto usando io figurano 170 regole), di un migliaio di kanji (ideogrammi) e di circa 6000 vocaboli e l'abilità di conversare, leggere e scrivere riguardo argomenti di natura generale.
E' per questo che nelle ultime settimane ho passato buona parte del mio tempo a cercare di distinguere avverbi come sukkari, shikkari, sappari, sukkiri, o a imparare decine di forme grammaticali diverse ma con lo stesso significato (voi non avete idea di quante avversative esistano in giapponese...).
Domani si parte per Roma...e il test coinciderà anche con la mia prima visita in assoluto alla capitale e con il ritrovo di tutti i miei amici incontrati in Giappone, che tenteranno con me l'esame e scorrazzeranno con me in giro per la città il giorno seguente.
Tenete le dita incrociate per noi...e in bocca al lupo se c'è qualche lettore del blog che invece di prendersi avanti con i regali affronterà la mia stessa sorte!






categoria:italia, nihongo
commenti: commenti (15)(popup) | commenti (15)