Innamorarsi in Giappone, sposarsi in Italia, abitare in Francia.

scritto da tafia il 10/04/2008,10/04/2008 18:41
 

Un anno in Giappone è un anno di vita. In un anno di vita cresci, cambi, fai nuove amicizie, ti innamori. Quasi cinque anni fa, un gruppo di italiani si conobbe a Tokyo, fece amicizia, crebbe e cambiò insieme. Alcuni di loro si innamorarono. Una di loro si innamorò di un ragazzo francese. Quasi cinque anni dopo, contro qualsiasi pessimistica e razionale previsione, quella ragazza e quel francese si stanno per sposare. E sempre contro qualsiasi pessimistica e razionale previsione, sono rimasti amici di quel gruppetto di italiani, ora sparsi per il mondo. Tant'è che tre di loro (tra cui io)saranno presenti sabato alle nozze, due addirittura in veste di testimoni.
Il Giappone è anche questo.
ご結婚おめでとう。
Che la vita continui, per voi e per tutti noi, ad andare contro ogni pessimistica e razionale previsione.

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Intervista Doppia

scritto da tafia il 16/01/2008,16/01/2008 18:43

[facce tipiche da NON VOGLIO TORNARE A CASA]

In esclusiva, una settimana dopo il loro ritorno, l'intervista doppia a Fantoz...ehm, no...ai due viaggiatori in terra nipponica.

Chi sei?
S>Stefania, Stefy, niachan...
G>Gianpiero desu.
Cosa fai?
S>traduco manga.
G> faccio video.
Quante volte sei stato in Giappone?
S>prima di questo viaggio altre cinque volte, per periodi da dieci giorni a un anno.
G> I was a first-time-flyer!
L'altro è stato un buon compagno di viaggio?
S>curioso, paziente, sorridente, collaborativo, all'occorrenza infermiere: che volere di più?
G> certo,  capace anche di sorprenderti con improvvisi cambiamenti di programma! :-P
Cosa ti aspettavi da questo viaggio in Giappone?
S> di ritrovare persone e luoghi a cui ormai sono affezionata, scoprirne di nuovi, fare da guida in quel mondo a una persona che lo vedeva per la prima volta.
G> un'esperienza del tutto nuova e stimolante...dopotutto era un sogno che si avverava...e forse, chissà, avevo anche un po' di timore nel trovarmi tutto a un tratto in un mondo così diverso dal nostro.
Il viaggio è stato migliore o peggiore delle tue aspettative?
S> ecco, di certo non mi aspettavo di ammalarmi e perdere quasi cinque giorni. Ma per il resto, è stato un sogno realizzato.
G> grandi aspettative... del tutto soddisfatte!
La cosa che ti ha sorpreso di più?
S> la cono-pizza (seguirà post specifico).
G> sarò banale ma... i cibi di cera nelle vetrine dei ristoranti sono fenomenali.
Che impressione hai avuto dei Giapponesi?
S> più li conosci, più arrivi a conoscere anche qualche loro lato oscuro. Ma continuo a trovarmi a mio agio con loro e in mezzo a loro.
G> cordiali, ordinati, curiosi, stravaganti... e un po' rigidi nel modo di fare e pensare.
Il posto che ti è piaciuto di più?
S> turisticamente, il castello di Himeji. Ma ricordo con particolare dolcezza e nostalgia la pausa allo Starbucks di Shibuya, quello con la vetrata che si affaccia sull'incrocio. E' stato in quel momento, credo, che ci siamo resi conto entrambi di dov'eravamo, con chi eravamo, cosa stavamo facendo. E quanto eravamo fortunati. La sfiga è arrivata dopo, ma vabbè.
G> il quartiere di Shibuya ti colpisce davvero tanto, specie di sera-notte. Al di fuori di Tokyo, invece, ho amato molto Kamakura e il castello di Himeji. Su Kyoto il giudizio è sospeso...faceva davvero troppo freddo!
Il posto che hai trovato meno interessante?
S> Ikaho, amena (?) località termale sui monti della prefettura di Gunma. Dato che l'ho vista solo dalla camera d'albergo in cui ero rinchiusa con la febbre.
G> forse Ikaho... non tanto per colpa del paesino...ma per le circostanze avverse!
La cosa più divertente?
S> guardare la TV giapponese in due sotto le coperte mangiando Jagariko e kappu ramen!
G> guardare le follie della TV giapponese e cantare al karaoke.
Il cibo che ti è piaciuto di più?
S> questa volta i mochi cream, specialmente quello al caramel purin.
G> okonomiyaki e tenpura... ma ho apprezzato molto anche il cibo coreano!
Il cibo che ti ha fatto più schifo? 
S> quei pezzetti immasticabili di chissà quale parte indefinita del pollo.
G> i pezzi di pollo crudo hanno fatto a botte col mio stomaco.
Se ti dico Starbucks cosa mi rispondi?
S> kyarameru makkyatooo!
G> kyarameru makkyatoooo!
Il tuo negozio preferito?
S> il solito negozietto di tenugui a Ningyocho.
G> Yodobashi Camera.
L'acquisto di cui vai più fiero?
S> il peluche di kapibara-san.
G> sono indeciso fra la fotocamera Sony (bianca, in puro stile Mac!) e il Totoro-carillon.
Che souvenir hai portato a casa?
S> qualche tenugui per la mia collezione, una freccia portafortuna dal santuario Yasaka a Kyoto, un ventaglio decorativo, un'agendina, una bento box, forchettine per wagashi, varie ed eventuali a marchio Kitty-chan, un paio di bacchette usa-e-getta chic in legno scuro striato rubate al karaoke, eccetera...
G> cartoline, tenugui, Totoro-spilletta, Totoro-portachiavi, calendario, due tanuki (non vivi, eh!)... e tutti i depliant-biglietti che mi capitavano sotto mano!
Una nuova parola giapponese che hai imparato?
S> 抗生物質 koseibusshitsu, antibiotici, ma avrei preferito farne a meno.
G> mmm...fukuzatsu, mendokusai, netsu, samui, onaka ippai, ichigo, ringo, kirin, zoo...e molte altre!
Qualcosa di giapponese che vorresti in Italia?
S> i konbini.
G> un po' della loro cordialità: mi mancheranno gli irasshaimase e gli inchini quando entravo in ogni negozietto-ristorante-locale.
Qualcosa di italiano che vorresti in Giappone?
S> l'elasticità di fronte agli imprevisti.
G> forse un po' più di elasticità mentale.
Tokyo o Kyoto?
S> Tokyo.
G> Tokyo.
Sushi o tenpura?
S> tenpura.
G> tenpura.
Uroncha o pocari sweat?
S> uroncha.
G> pocari sweat.
La canzone che più ti ha divertito cantare al karaoke?
S> I've just seen a face dei Beatles.
G> I've just seen a face dei Beatles (cantata in duetto con Stefy), ma mi sono divertito pure a sentire i commenti di Peppe mentre cantavo Your song di Elton John.
La cosa che avresti voluto fare ma non hai fatto?
S> andare a vedere i macachi che fanno il bagno agli onsen e comperare la borsa di Muji che mi son scordata di comprare.
G> visitare Nara e avere un po' più tempo per ammirare il monte Fuji. Sarà per la prossima volta!
Ci tornerai?
S> poco ma sicuro.
G> eccerto! Già non vedo l'ora!
Ci vivresti?
S> l'eterno dilemma. A Tokyo e a certe condizioni decisamente sì.
G> a Tokyo credo di sì...ci vivrei bene. E' una città vivibilissima, nonostante sia una megalopoli da 12 milioni di abitanti. Credo inoltre che i pregi della società giapponese superino di gran lunga i difetti.
Dì qualcosa al tuo compagno di viaggio.
S> quando si riparte?
G> arigato gozaimasu! grazie!

Caro Santa-san 2007...

scritto da tafia il 15/12/2007,15/12/2007 16:40
Giusto un anno fa scrivevo un post con qualche consiglio per gli acquisti di Natale, scegliendo tra una serie di libri a tema -ovviamente- nipponico.
Il post ebbe un inaspettato successo, in buona parte grazie a Comida che lo apprezzò tanto da segnalarlo nel suo blog.
A distanza di un anno, posso dire che quel post -scritto in un periodo non proprio positivo- mi ha portato fortuna.
Grazie a quel post, la ruota è tornata a girare. E ha girato nel verso giusto.
Grazie indirettamente anche a quel post, ho conosciuto una persona speciale.

Tutto questo mi sembra sufficiente per rinnovare la tradizione anche quest'anno.

Per l'amico/a che sta progettando un viaggio in Giappone:

"Autostop con buddha", di Will Ferguson.
Una novità nella collana Traveller di Feltrinelli. L'autore racconta il Giappone dal punto di vista inconsueto di un viaggiatore autostoppista. Il vostro amico/a lo apprezzerà sicuramente, anche se probabilmente sceglierà mezzi di trasporto e itinerari più convenzionali.

Per una nipotina che ha imparato a leggere o per un'amica a cui piace leggere libri insieme ai suoi bambini:

"Tarepanda", di Hikaru Suemasa.
Un libro illustrato alla scoperta di un pucciosissimo panda talmente pigro da muoversi rotolando. Fidatevi, lo troverete irresistibile. Perché il kawaii non è soltanto Hello Kitty.

Per la figlia-cugina-nipote adolescente che adora i manga ma è un po' allergica ai libri:

"Il coperchio del mare", di Banana Yoshimoto.
L'ultimo romanzo della Yoshimoto a essere uscito in traduzione italiana. Una storia di ragazze e di amicizia, narrata con la consueta delicatezza nostalgica dell'autrice, per far scoprire a una ragazzina che ci sono tanti modi per raccontare storie giapponesi come quelle che tanto ama nei manga.

Per l'amico che ama il fumetto occidentale ma guarda con diffidenza ai manga:

Made in Japan, AA.VV.
Uno splendido volume a fumetti per un interessantissimo esperimento: far raccontare il Giappone a otto autori francesi e otto autori giapponesi, recatisi ognuno per due settimane in una località diversa del paese. Quando ciò che conta non è lo stile o la provenienza dell'autore, ma il cuore delle storie che si vogliono raccontare.

Per un regalo importante e prezioso, da intenditori:


"Pellegrino in Asia", opere scelte di Fosco Maraini.
Il nuovo volume della collana Meridiani di Mondadori, dedicato ad uno dei massimi conoscitori del Giappone e dell'Asia. Un nome, una garanzia. Anche se, devo ammetterlo, pubblicare in questo formato la sua "bibbia" sul Giappone, "Ore giapponesi", la priva di una delle sue caratteristiche migliori, ovvero il ricco apparato fotografico.

...piccole cose inaspettate...

scritto da tafia il 03/08/2007,03/08/2007 18:37

Adoro ricevere lettere.
Ancora di più se lettere inaspettate, in questi tempi di sms e email.
Ancora di più se da qualcuno che mai avresti pensato potesse scriverti.

Oggi mi è arrivata una busta via aerea, dal Giappone. Quelle classiche col profilo a righine rosse e blu, così rare ormai. Sopra, due indirizzi vergati con calligrafia tondeggiante e ordinata. E sconosciuta: infatti al momento non riconosco nemmeno il nome del mittente.
Apro, curiosa.

E capisco.
Vi ricordate di lei, la deliziosa illustratrice?
Non era per sfizio che ci ha fatto lasciare nel guestbook nome e indirizzo.
Si è rivelata ancora più deliziosa mandando una cartolina di ringraziamento scritta a mano, una copia della foto fatta alla sua mostra e un volantino con riprodotti alcuni dei suoi quadri dolci e colorati.
Impossibile non commuoversi almeno un pochino e pensare che ne vale ancora la pena.
Una busta di sorrisi in una giornata un po' grigia.

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Di nuovo Tanabata...

scritto da tafia il 05/07/2007,05/07/2007 15:51

Chissà se quest'anno Orihime e Hikoboshi riusciranno a incontrarsi.
Il meteo gioca loro contro, ma non si può mai sapere.
Ad ogni modo, il desiderio espresso l'anno scorso si è avverato e sono già riuscita a tornare per ben due volte in Giappone. Per gratitudine, mi è sembrato giusto festeggiare Tanabata partecipando assistendo all'apertura di uno dei maggiori Tanabata Matsuri del Giappone, quello di Hiratsuka.  
L'atmosfera  non era al culmine, essendo solo giovedì, ma la città era già decorata e l'aria di matsuri si respirava già ad ogni angolo della strada, tra le bancarelle e i bimbi in yukata.
Le foto le troverete tra poco sul mio account di Flickr, intanto date un'occhiata ai due brevi video della parata dei 木遣りまとい, gli antichi pompieri che trasportano i loro stendardi.

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Sakamoto Live

scritto da tafia il 04/05/2007,04/05/2007 19:48

Ieri sera all'auditorium del MART di Rovereto c'era il tutto esaurito per il concerto di Sakamoto.

Ma questa è come se l'avesse suonata per due persone soltanto. E una ero io.

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Inside & Outside the Net

scritto da tafia il 30/03/2007,30/03/2007 18:50

Di solito qui scrivo solo cose legate al Giappone. E non strettissimamente personali. Ma ogni tanto mi concedo un'eccezione. Anche se tutto è comunque partito da qualcosa di giapponese: il tè.

Questa foto esprime molto bene come sono stati i due giorni di trasferta a Trento.
Movimentati e sorridenti.
E con tutta una serie di incontri -anche inaspettati- con persone che prima erano solo firme su un blog, su un commento o foto su flickr.
Lei, che è un vulcano travolgente e mi ha coinvolto dal primo secondo e dopo mezz'ora mi sembrava di essere sempre stata lì. E ha una famiglia bellissima, con lui e con la dolce Marta che mi ha gentilmente prestato la sua cameretta.
Poi lui che ci si scrive da anni ma non ci eravamo mai visti. E quale occasione migliore se non una degustazione di tè verde?
Alla degustazione c'era pure lei, che ogni tanto mi lascia un commento alle foto. Non la facevo riccia. Ma le sono andata incontro gridando "La mia omonima!". E la foto qui sopra l'ha scattata lei.
Che comunque è amica di questi due, che avevo incrociato qualche volta su flickr e hanno fatto delle belle foto alla degustazione.
Degustazione fatta da Tomoko, che ha anche lei un blog ma in giapponese.
Poi mentre ci godiamo in relax l'aperitivo all'aperto, scopro che una delle persone che mi hanno appena presentato è lui.
E una piacevole passeggiata per Trento me l'ha fatta fare qualcuno che tra l'altro ogni tanto scrive qui.

E poi dicono di stare attenti alla gente che si conosce su internet. Sì, sì, io ci sto molto attenta: perchè altrimenti rischio di perdermi gente interessante!

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Grazie, Cavalieri! (uno dei tanti bei momenti di Lucca Comics)

scritto da tafia il 06/11/2006,06/11/2006 15:00

Se avvicinarsi a un palco e sentire la sigla di Sasuke ti mette un'euforia indescrivibile.
Se a sentire le voci dei Cavalieri del Re ti invade la nostalgia e non ti sembra vero che sono passati quasi vent'anni.
Se fai a gara a chi indovina prima che sigla è.
Se nel freddo di un inverno arrivato all'improvviso, ti riscaldi saltellando al grido di "Yattaman! Yattaman!".
Se aspetti "Lady Oscar" per tutta la sera e appena senti l'attacco un po' ti commuovi. E il video ti viene mosso perchè non riesci a star ferma.
Se ogni volta che guardi le tue amiche, mentre cantano insieme a te, le vedi sorridere con gli occhi che luccicano.

Allora significa che siamo stati una generazione fortunata. Forse gli ultimi ad essere stati bambini davvero. E forse non cresceremo mai.