Appunti nippoculinari (per Nathan & La Francese)
Hanno preparato un itinerario completo ma non da tour-de-force e hanno iniziato il loro viaggio ancora prima della partenza, attraverso i libri.
Avevo promesso loro un post nippoculinario, che purtroppo non ho avuto il tempo di preparare come avrei voluto. Ma loro ci hanno pensato da soli e grazie all'aiuto di altri amici di blog hanno già ben chiare in mente un bel po' di cosucce che vorrebbero assaggiare e anche dove trovarle!
Quindi aggiungo solo un po' di suggerimenti random, sperando vi tornino utili.
Tonkatsu
Non è una parolaccia. E' una specie di cotoletta (anche se l'impanatura è leggermente diversa) di maiale, solitamente servita con del cavolo cappuccio crudo tagliato sottile e insaporita da una densa salsa dolciastra.
La mia host family mi portava spesso a mangiarlo in questo locale al 1F (cioè il nostro piano terra) della Landmark Tower del quartiere Minato Mirai di Yokohama.
Particolare positivo: l'okawari (il bis, ma anche il tris... insomma, un'ulteriore porzione) di riso e cavolo è gratis, finché siete sazi.
(il tonkatsu della foto è proprio della catena Wako di cui sopra)
Ramen
L'avete già inserito nella lista, ma ho un consiglio. Almeno una volta, andate a mangiarlo da Ippudo a Ginza: è lungo la strada principale che incrocia quella del teatro Kabuki-za (così vedete pure quello). Potete scegliere tra un brodo più grasso (akamaru, servito in ciotole rosse) e uno meno grasso (shiromaru, in ciotole bianche). Andateci affamati, così potete assaggiare anche gli hitokuchigyoza (bocconcini di gyoza) e ordinare il kaedama, cioè il bis di noodles per gustarsi tutto il brodo fino in fondo.
Finora, il miglior ramen che abbia mai mangiato in vita mia.
(Foto mia: ovviamente io ho scelto il brodo più grasso...)
Kare raisu
Ovvero, curry rice. Anche se non di origine propriamente giapponese, è un piatto comunissimo nella cucina quotidiana delle famiglie nipponiche e ci sono molte catene di piccoli ristoranti che lo servono per pochi yen、come questa (facilmente riconoscibile dalla sigla CoCo). Esiste in versione base (riso + curry solitamente con carne) oppure in versione vegetariana o con aggiunte varie (crocchette, tonkatsu, pesce, ecc.)
Io ne vado matta. Se vi piace, lo potrete facilmente preparare anche a casa, una volta tornati in Italia (in molti Asian Shop si trovano i dadi giapponesi per il curry o addirittura le buste già pronte).
Chukaman (o nikuman)
Ok, non è cucina giapponese, bensì cinese. Ma se passate per la China Town di Yokohama avete il dovere morale di assaggiare uno di quei ravioloni ripieni cicciotti che vi vendono per strada.
Bene, ora mi è venuta l'acquolina in bocca, quindi... andate e mangiate anche per me!
Itterasshai... buon viaggio!

























